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Chiusa l'operazione "Autostrade del Mare"

LA Polizia di Frontiera, dopo oltre due mesi di indagini, ha concluso l'operazione condotta dalla Procura di Civitavecchia e passata poi sulle scrivanie della Dda di Roma: 54 indagati, 7 ordinanze di custodia cautelare e 37 auto rinvenute

LA Polizia di Frontiera, dopo oltre due mesi di indagini, ha concluso l'operazione condotta dalla Procura di Civitavecchia e passata poi sulle scrivanie della Dda di Roma: 54 indagati, 7 ordinanze di custodia cautelare e 37 auto rinvenute

CIVITAVECCHIA – Duro colpo al traffico internazionale di autovetture bloccato dopo oltre due anni di indagini dalla Polizia di Frontiera. Sono 54 le persone indagate, 37 le auto ritrovate, riconsegnate ai proprietari o confiscate e 7 le ordinanze di custodia cautelare emesse, di cui due nei confronti di due donne. Si è conclusa, infatti, la cosiddetta operazione ‘‘Autostrade del Mare’’: oltre due anni di indagini capillari, fatte di pedinamenti, sequestri, condotte per la prima parte dal sostituto procuratore Margherita Pinto della Procura della Repubblica di Civitavecchia e passate poi sulle scrivanie della Dda di Roma, evidenziando l’associazione a delinquere. Diversi infatti i reati contestati ai 54 indagati: traffico internazionale di auto, furto, truffa, ricettazione, riciclaggio, falso, POLMAREsimulazione di reato. «Persone che avevamo già denunciato cinque o sei mesi fa – hanno spiegato il primo dirigente della Polizia di Frontiera Paolo malorni e il sostituto commissario Archimede Pucci – hanno reiterato i reati, confermando che i proventi dell’attività illecita messa in campo era per loro l’unica fonte di reddito. Almeno due delle persone colpite da ordinanza di custodia cautelare avevano creato delle ramificazioni anche tra Civitavecchia, Ladispoli e Santa Marinella, dando vita a società fittizie nell’ambito della compravendita, specializzandosi anche in terreni e case, oltre alle auto. Auto che, per la maggior parte, venivano poi rivendute nei paesi del Maghreb». Il sistema utilizzato dalla banda, che ha permesso di individuare anche medici del pronto soccorso e avvocati compiacenti e che si basava su truffe alle assicurazioni e falsi incidenti stradali, era sempre lo stesso: POLMAREl’organizzazione rubava le auto, le rivendeva, acquistava rottami in Germania, clonando anche tre o quattro auto diverse. Il gioco con le auto, tutte di grossa cilindrata, fruttava circa 100 mila euro a vettura, a fronte di poche migliaia di euro spese.

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