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Ciani lancia l'ultimatum ad Interminal

CIVITAVECCHIA – «Un fraintendimento di Interminal al quale abbiamo subito cercato di porre rimedio per evitare di aprire una guerra tra imprese che, in una fase delicata come quella che stiamo attraversando, non fa certo bene al nostro porto. E stiamo cercando di scongiurare, in tutti i modi, questa ipotesi, mantenendo gli equilibri, senza ovviamento chiudere le porte ad altri nuovi traffici». Il presidente dell’Autorità Portuale Fabio Ciani ha chiarito la vicenda riferita al caso Interminal, scoppiato nel corso dell’ultimo comitato portuale con la denuncia del presidente della impresa locale Ipg Marco Palomba e del quale ha parlato anche il numero uno della Cpc Enrico Luciani nel corso della intervista pubblicata ieri da ‘‘La Provincia’’. Ciani ha ripercorso l’arrivo del leader di Interminal, Nicola Di Sarno, entrato con il gruppo Caronte, che poi ha giudicato non remumerativi i traffici, e rimasto ottenendo il lavoro con Tirrenia, in regime di libero mercato. «Alla base del caos che è nato in questi giorni – ha aggiunto il presidente – vi è una valutazione errata di Di Sarno che noi per primi abbiamo contrastato. L’Autorità Portuale ha concesso un’area per effettuare dei sondaggi per verificare l’idoneità o meno del terreno a poter ospitare mezzi pesanti speciali e quindi la realizzazione particolari capannoni. Non si tratta di una concessione ma di una autorizzazione ad una anticipata occupazione dell’area che l’imprenditore, fraintendendo, ha pensato di poter utilizzare come district park. In realtà lì può solo effettuare quanto disposto dall’Authority: anzi, Interminal dovrà presentarci a breve un progetto definito con tempi e modalità di realizzazione della struttura». Molo Vespucci ha così dato una sorta di ultimatum all’impresa di Gaeta. «Se non si atterrà rigidamente a queste nostre prescrizioni – ha aggiunto il presidente Ciani – saremo costretti a revocare la possibilità di anticipata occupazione dell’area». E se alcuni operatori portuali hanno lamentato il fatto che sarebbero circolati deplian pubblicitari e affissi cartelli con i quali la società proporrebbe i suoi servizi alle compagnie «in concorrenza sleale» hanno tuonato gli imprenditori locali. «Appena saputo siamo intervenuti – ha chiarito Ciani – i cartelli sono stati immediatamente tolti e contemporaneamente abbiamo precisato a tutti gli armatori, con nostra lettera, che quella comunicazione era nulla. Lui non aveva e non ha alcuna autorizzazione per svolgere quel tipo di servizio». Intanto ieri da Molo Vespucci è giunti l’invito ad Interminal di presentare entro 10 giorni il progetto e definire i tempi di realizzazione di questo capannone, chiarendo che l’area è utilizzabile solo per il servizio strettamente necessario a Tirrenia. «Una volta ricevuto e approvato il progetto – ha aggiunto – si potrà passare alle concessione definitiva».
Il presidente Ciani ha colto anche l’occasione per chiarire la visita dei carabinieri dei Ros in porto. «Il fatto è semplice – ha spiegato – ci hanno chiesto notizie sulla gara per il porto turistico. Io mi sono limitato a spiegare che non esisite nessuna gara, ma è in piedi una conferenza dei servizi gestita dal Comune. Scelta l’impresa, imposte le prescrizione, licenziato il progetto alla presenza di tutte le istituzioni, l’iter è ora al Via regionale e nazionale. Ad oggi il progetto è nelle mani del Comune: una volta concluso il Pincio ce lo rimanderà indietro e procederemo con le concessioni. Per il resto non so per quale motivo sia nata questo tipo di indagine».

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