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Ciani se n'è andato, il porto volta pagina

Ieri il Consiglio di Stato ha confermato il commissariamento dell’Authority. Guacci si tira fuori: «Non intendo correre per alcunché. Lavorerò da Segretario Generale per il bene del porto»

Ieri il Consiglio di Stato ha confermato il commissariamento dell’Authority. Guacci si tira fuori: «Non intendo correre per alcunché. Lavorerò da Segretario Generale per il bene del porto»

CIVITAVECCHIA – L’era Ciani all’Autorità Portuale si è chiusa ufficialmente questa mattina, quando il Consiglio di Stato, anche in camera di consiglio, ha respinto il ricorso presentato dall’ormai ex presidente dell’Authority contro il commissariamento voluto dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Altero Matteoli.
Confermato dunque il commissariamento dell’ente, che già da prima di Natale, con l’ultima decisione del Tar, era di fatto guidato dal comandante del porto, Fedele Nitrella, che però aveva voluto attendere l’ultima parola da Palazzo Spada per assumere pienamente il ruolo di «traghettatore» in attesa della nomina del nuovo Presidente.
La durata dell’udienza, oltre un’ora, con la convinzione e la veemenza con cui l’avvocato Ruggero Frascaroli aveva sostenuto le tesi di Ciani, unite al fatto che fino a stamattina non si era saputo nulla circa la decisione dei giudici di Palazzo Spada, avevano riaperto per l’ex europarlamentare del Pd le speranze di un ‘‘contro-ribaltone’’ rispetto a quanto avvenuto al Tar il mese scorso. Ma la doccia fredda per Ciani era solo rinviata ad oggi, quando è arrivata la notizia ufficiale della bocciatura del ricorso. «Le contestazioni avanzate nei confronti dell’appellante – si legge nell’ordinanza firmata dal presidente della sesta sezione Giuseppe Severini, e dal consigliere relatore ed estensore della stessa Manfredo Atzeni – in particolare per quanto riguarda la gestione delle aree demaniali, per le quali è stata condotta approfondita istruttoria in contraddittorio, non appaiono confutate adeguatamente».
Motivo per cui il collegio giudicante ha deciso di respingere il ricorso, togliendo a Fabio Ciani ogni residua speranza di tornare a Molo Vespucci fino alla scadenza del suo mandato, il prossimo luglio.
Questa mattina l’ex Presidente è tornato a Molo Vespucci per un saluto: «Come sempre – ha detto – accetto la decisione dei giudici senza commentarla. Resto comunque dell’avviso che il Ministro abbia agito con motivazioni solo politiche. Da parte mia, attendo ora la decisione di merito nel Tar. Sono riusciti a togliermi di mezzo, ma se, come credo, l’intento era quello di nominare il mio successore prima delle elezioni, non credo che la manovra possa andare in porto. Si potranno chiedere le terne, ma almeno fino alla decisione di merito del Tar o comunque fino al luglio, scadenza naturale del mio mandato, non si potrà procedere ad alcuna nomina, per il rischio che possa essere viziata. E siccome c’è sempre la seria possibilità che ad aprile si torni alle urne, ritengo che non sarà il ministro Matteoli a firmare la nomina del nuovo Presidente».
Ciani ha preannunciato di voler richiedere subito la fissazione dell’udienza di merito dinanzi al Tar, ma l’impressione è che ormai la battaglia potrà eventualmente riguardare solo eventuali danni che potranno essere riconosciuti al presidente nel caso in cui l’esame di merito dovesse riconoscere le ragioni sostenute dallo stesso Ciani.
Insomma, da oggi la corsa alla presidenza di Molo Vespucci è riaperta, ancora prima della richiesta di terne da parte del Ministro. E tra i tanti nomi che circolano da tempo, il primo a parlare, per tirarsi fuori senza equivoci è il segretario generale Giuseppe Guacci, rispondendo a chi lo tirava in ballo per la presidenza: «Voglio precisare, in modo chiaro e inequivocabile – dichiara Guacci – che il sottoscritto non è in corsa per alcuna poltrona, non corre e non intende correre per alcunché. Sono e voglio restare il segretario generale dell’Autorità Portuale e lavorare, con questo ruolo, per il bene del porto».

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