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Civitavecchia modello di porto ecocompatibile  

CIVITAVECCHIA – Il porto di Civitavecchia modello di sviluppo ecocompatibile nel Mediterraneo. E’ quanto è stato riaffermato a Genova nei giorni scorsi durante Port & Shipping Tech, il forum internazionale sull’innovazione tecnologica per lo sviluppo competitivo e sostenibile del sistema portuale e dello shipping. Il Presidente dell’Autorità Portuale Fabio Ciani, alla presenza fra gli altri del presidente di Assoporti Francesco Nerli e del presidente dell’Authority di Genova Luigi Merlo, ha illustrato anche al vice-presidente della Commissione Europea, nonché Commissario ai Trasporti Antonio Tajani il progetto complessivo del porto ecologico, soffermandosi sulla necessità di reperire i 15 milioni di euro necessari ad elettrificare la prima banchina del Mediterraneo. “Il Commissario – afferma Ciani – conosceva già il progetto e ne ha riconosciuto la validità e l’importanza di farlo diventare uno standard, per creare le economie di scala indispensabili per renderlo attraente per gli armatori”. Ciani ha anche ribadito la necessità di un intervento legislativo finalizzato ad “agganciare il costo dell’energia prodotta per questo utilizzo a quello del petrolio, in modo da rendere economicamente vantaggioso l’uso del nuovo sistema rispetto al costo di autoproduzione energetica che la nave dovrebbe comunque sostenere”. Un primo passo in questa direzione, ha ricordato il presidente dell’Autorità Portuale, è stato mosso con la Finanziaria dello scorso anno, che aveva previsto incentivi per lo spegnimento dei motori nei porti, a beneficio dell’utilizzo di energia elettrica.

“Abbiamo già attivato – ha ricordato Ciani – diverse possibili fonti di finanziamento per realizzare il progetto, che consentirà, con l’utilizzo a regime della sola banchina pilota per le navi da crociera di dimensioni maggiori, una riduzione del 36% delle emissioni derivanti dal traffico crocieristico a Civitavecchia, con una diminuzione delle emissioni complessive del 20%”.

Il Presidente dell’Autorità Portuale ha anche fatto il punto sulle altre attività inserite nel modello energetico del porto ecologico, richiamando l’attivazione del fotovoltaico e annunciando due importanti novità: un accordo con il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per il monitoraggio degli accosti ed un innovativo progetto di produzione energetica dal moto ondoso, per il quale è stato avviato un progetto al vaglio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Nel primo caso, l’Autorità Portuale effettuerà la telemisura degli inquinanti atmosferici prodotti dalle navi scalanti il porto di Civitavecchia.

“I dati acquisiti – spiega Ciani – verranno inseriti in modelli previsionali che determineranno le concentrazioni a terra di ossidi di zolfo, ossidi di azoto e particolato sottile nel raggio di 50 km dal porto. In base ai dati dei modelli ed alle caratteristiche delle navi verrà ottimizzata la programmazione degli accosti per ridurre l’impatto ambientale sulla città”.

Il secondo progetto prevede invece l’installazione, lungo l’antemurale, di impianti di produzione di energia elettrica con lo sfruttamento del moto ondoso, in grado di sopperire al futuro fabbisogno energetico del porto.

“Sono tutte azioni – conclude Ciani – che fanno del nostro porto un modello per la portualità del Mediterraneo, in cui si stanno comprendendo a fondo i vantaggi e l’importanza del coniugare sviluppo e tutela ambientale, così come sta avvenendo anche in altri ambiti economici in cui in precedenza l’attenzione agli aspetti di ‘green economy’ erano vissuti come un onere e non come una opportunità da cogliere per la crescita di medio e lungo periodo”.

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