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Comitato portuale, Ciani costretto al rinvio

Dopo il "no" dei sindacati all’ampliamento della pianta organica per l’assunzione dei due autisti "incriminati". Anche il Sindaco si era opposto, inviando una lettera al ministro Matteoli. Botta e risposta tra Vitali (Pdl) e Piendibene (Pd) sul commissariamento 

Dopo il "no" dei sindacati all’ampliamento della pianta organica per l’assunzione dei due autisti "incriminati". Anche il Sindaco si era opposto, inviando una lettera al ministro Matteoli. Botta e risposta tra Vitali (Pdl) e Piendibene (Pd) sul commissariamento 

CIVITAVECCHIA – Alla fine dopo le polemiche dei giorni scorsi e l’avvio, da parte del Ministro Matteoli, delle procedure di commissariamento dell’Autorità Portuale di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta, questa mattina il presidente Fabio Ciani ha comunicato ai membri del comitato portuale il rinvio all’11 ottobre prossimo della seduta di lunedì, 4 ottobre. Riunione nel corso della quale si sarebbe dovuta affrontare la questione dell’ampliamento della pianta organica, con l’assunzione dei due ‘‘famosi’’ autisti comandanti dalla Regione Lazio: assunzione alla quale, nei giorni scorsi, si erano opposti unitariamente i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. «La nostra attenzione è sempre alta nei confronti dell’occupazione – avevano spiegato – ma non in questi termini; più che assumere, a costi così elevati, due autisti, sarebbe stato meglio magari stabilizzare altri precari». Poi, ieri sera, la lettera del sindaco Gianni Moscherini inviata ai membri del comitato, allo stesso presidente Ciani che tra l’altro aveva già deciso di rinviare la seduta e, per conoscenza, al ministro Matteoli. «Ritengo sconcertante che l’attuale amministrazione dell’Authority non abbia non solo provveduto all’immediata interruzione del comando degli autisti, ma addirittura disposto un rinnovo dello stesso nel gennaio scorso. E’ dunque con grande sospesa che apprendo che nella seduta del 4 ottobre sarà messa in discussione l’ulteriore modifica della pianta organica dell’ente per l’inclusione, appunto, di due autisti, con conseguente aggravio per l’ente di ben 224.450 euro annui, come spiega la relazione illustrativa a firma del Presidente. Detto incremento di spesa – si legge nella missiva – che fa presagire un trattamento economico tale da creare una ingiustificabile sperequazione rispetto a dipendenti con identica mansione, risulta ancora più assurdo se si tiene conto che la pianta organica non prevede le figure degli autisti al servizio del Segretario Generale». Per questo Moscherini aveva chiesto che la proposta di modifica della pianta organica fosse ritirata. E invece è stata fatta slittare la seduta di comitato all’11 ottobre, data attorno alla quale dovrebbe delinearsi il futuro dell’Authority. C’è chi spera nel commissariamento, come il capogruppo del Pdl Dimitri Vitali che ha sottolineato come l’Autorità Portuale sia rimasta ferma a tre anni fa, «vivendo di rendita – ha spiegato – su quanto fatto da Gianni Moscherini. Ho letto con estrema attenzione la tesi del capogruppo del Pd Marco Piendibene sulle questione portuali, ma devo constatare che siamo agli antipodi. I dati sui traffici commerciali, le difficoltà delle compagnie di navigazione e i disagi degli operatori e degli utenti legati ai servizi sono sotto gli occhi di tutti. Per non parlare del modo in cui il presidente Ciani ha gestito l’Autorità Portuale, più come un segretario di partito che come un manager super partes, rendendolo un ente politicizzato. Le contestazioni del Ministero sono molto gravi e vanno ben oltre le problematiche economiche. Si tratta di questioni importanti, che potrebbero avere risvolti ancor più pesanti. Mi auguro che si ponga fine al più presto al disagio dell’Autorità Portuale». Immediata la controreplica di Piendibene. «L’ho scritto e lo ripeto – ha spiegato – già oggi, indipendentemente da come evolverà questa situazione, il danno procurato al porto e alla nostra città è sotto gli occhi di tutti. Già si è rinviato un Comitato portuale che oltre alla pianta organica prevedeva l’approvazione di atti molto importanti. Chi lavora in porto può toccare con mano il disorientamento che tale situazione ha introdotto fra gli addetti ai lavori e gli interlocutori che ricoprono ruoli strategici per il progresso dello scalo non sanno ancora con quale tempi potrà chiudersi questa querelle. Certo a Vitali risulta molto più chiara la partita sull’equilibrio delle poltrone, avendo affinato questa qualità nell’arco di questi ultimi anni».

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