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Compostaggio a Monteroni: parte la raccolta di firme

Ladispoli. I cittadini contro la realizzazione dell’impianto L’azienda già proprietaria di un centro per lo smaltimento del verde e del cemento ha presentato un progetto in Provincia

Ladispoli. I cittadini contro la realizzazione dell’impianto L’azienda già proprietaria di un centro per lo smaltimento del verde e del cemento ha presentato un progetto in Provincia

di STEFANIA VIGNAROLI

 

LADISPOLI – Parte la raccolta firme nella frazione Monteroni di Ladispoli contro l’impianto di compostaggio che a settembre dovrebbe nascere nell’area agricola. Nella zona della discordia è già presente da quattro anni un centro per lo smaltimento del verde e del cemento, ora l’azienda privata, proprietaria dell’attività, ha presentato in Provincia un progetto di ampliamento della struttura per lo smaltimento di materiale organico proveniente dalla raccolta differenziata. La proposta è in fase istruttoria presso l’assessorato all’Ambiente della Provincia ma i cittadini alzano la voce e gridano il loro no al progetto mentre il comitato di zona si spacca fra interventisti e neutrali. «Siamo favorevoli all’impianto – affermano alcuni residenti – ma non possono costruirlo in una zona agricola, a ridosso delle nostre case e dei nostri terreni coltivati». Nonostante il riciclo dell’umido sia il futuro dello smaltimento e l’unica ancora di salvezza della zona dopo il ‘‘Monte di Cupinoro’’, trovare una collocazione al recupero del materiale non sembra facile anche se necessario per diminuire il fabbisogno delle discariche. La popolazione lamenta sopratutto una mancata trasparenza informativa. I residenti sono stati messi al corrente del progetto solo dopo che questo è stato presentato alle commissioni competenti. Sembra infatti che la prima scottante riunione tenutasi all’inizio di luglio non sia stata adeguatamente pubblicizzata dal comitato di quartiere, i cittadini rivendicano maggiore partecipazione . «Siamo già nauseati dal cattivo odore proveniente dall’impianto esistente, riconosciamo la validità del progetto ma deve nascere lontano dal centro abitato – dicono ancora le famiglie – temiamo inoltre che in futuro il centro accolga anche i rifiuti dei comuni circostanti». La popolazione chiede al presidente del comitato di zona Luigi Derrè di mostrare in maniera chiara la sua posizione a riguardo, «Il compito del comitato è solo quello di informare» ribatte Derrè che preferisce non sbilanciarsi, mentre il consigliere di maggioranza e delegato all’agricoltura comunale Leccesi presente alla manifestazione, scongiura il rischio degli inceneritori, «saranno l’unica soluzione se non prendiamo dei provvedimenti per la differenziata». Dopo l’acquisizione dei pareri preliminari, la Provincia convocherà la conferenza dei servizi nella quale gli enti interessati, in primo luogo il Comune, daranno il loro parere. Se si otterrà il nulla osta, si dovrà inoltre intervenire sulle strade che collegano il centro della città alla frazione, ora ricche di buche, radici sporgenti e prive di illuminazione, non adatte al traffico dei mezzi pesanti che dovranno trasportare i rifiuti. «Da anni chiediamo la messa in sicurezza del manto stradale – continuano i residenti – se ne ricordano solo ora». Dal Palazzetto arrivano le prime rassicurazioni «il parere dell’amministrazione comunale sarà preso dopo i necessari approfondimenti tecnici e la consultazione cittadina- afferma il primo cittadino Paliotta- auspichiamo che tutto avvenga nel rispetto dell’ambiente».

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