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Comunità montana: ancora nebbie sul nuovo statuto

Sarebbe dovuto entrare in vigore dal primo gennaio ma nulla di fatto a causa delle continue liti Critici i due presidenti, Finori e Frezza che parlano di «cecità politica»

Sarebbe dovuto entrare in vigore dal primo gennaio ma nulla di fatto a causa delle continue liti Critici i due presidenti, Finori e Frezza che parlano di «cecità politica»

Oltre alla spada di Damocle che pende sulla Comunità Montana dovuta ai tagli della finanziaria che minaccia di chiudere la III Comon dei Monti della Tolfa, ad agitare le acque ci si mettono le lotte fra i membri del consiglio. Nella Comon collinare le liti e i problemi non sono mai mancati, ma ora con lo spettro della chiusura queste continue beghe stanno facendo adirare i residenti di Allumiere e Tolfa. Proteste soprattutto dopo l’ultimo consiglio della Comon, andato zampe all’aria. Entro il 31 dicembre scorso, come vuole la legge, l’Ente montano avrebbe dovuto dotarsi di un nuovo statuto esecutivo che sarebbe dovuto entrare in vigore dal primo gennaio. Viste le liti, però nulla di fatto anche «perché nessuno ha voluto cedere la poltrona. Zaini non vuole cedere il posto e neanche Profumo – scrivono alcuni allumieraschi – Profumo dopo tanti anni potrebbe anche fare uno sforzetto e cedere la poltrona, no?». Parole di critica sono state enunciate sia dal presidente dell’Agraria di Tolfa, Valerio Finori, che da quello dell’Agraria allumierasca, Aldo Frezza, che criticano la «cecità politica finora dimostrata» che ha portato «all’affossamento dell’Ente più volte commissariato per un discorso di poltrone non in linea con gli interessi della collettività». Entrambi chiedono urgentemente «un’inversione di rotta rapida ed efficace, prima che sia troppo tardi». (Rom. Mos.)

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