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Condannato a dieci anni Paolo Morra

Per l'omicidio dell'ambulante senegalese Cheik Mory Diouf avvenuto il 31 gennaio dello scorso anno

Per l'omicidio dell'ambulante senegalese Cheik Mory Diouf avvenuto il 31 gennaio dello scorso anno

CIVITAVECCHIA – Dieci anni di carcere e altri tre di reclusione in una struttura di cura psichiatrica adeguata. Questo quanto disposto, al termine di circa due ore di camera di consiglio, dalla terza sezione della Corte d’Assise di Roma, per l’ispettore di Polizia Paolo Morra, accusato di omicidio volontario per la morte dell’ambulante senegalese Cheik Mory Diouf avvenuta il 31 gennaio del 2009 nel cortile di via Sposito, a Campo dell’Oro. I due infatti erano vicini di casa. Nel pomeriggio si è chiusa quindi la prima fase del processo che, fin dalle prime battute, è sembrato comunque piuttosto delicato, soprattutto per il clima che si è respirato. Oggi, ad esempio, in aula era presenta una folta rappresentanza di ragazzi senegalesi, con in testa anche un membro del consolato; presenza giudicata “strumentale” da parte della difesa di Morra, solo in aula, e positiva invece per la parte civile, che ha sottolineato “il respiro comune” che ha accompagnato tutte le fasi processuali.
Nel corso della passata udienza il pubblico ministero Pantaleo Polifemo aveva chiesto per Morra 14 anni di reclusione e sei di permanenza in una sorta di ospedale psichiatrico, a fine pena. Ieri invece la terza sezione della Corte d’Assise, presieduta dal giudice Evelina Canale, si è pronunciata per 10 anni di carcere e tre di struttura sanitaria, riconoscendo di fatto le attenuanti generiche e la semiinfermità mentale dell’ispettore di Polizia, sottolineata dalla perizia del professor Piero Rocchini, psicologo criminologo, consulente della Corte. Fino all’ultimo, come oggi nel corso della loro discussione, gli avvocati difensori di Morra Fabio Federico e Maurizio Marino hanno cercato di convincere del fatto che Morra, in quel momento, non volesse uccidere ma, come più volte spiegato, intervenne per sedare una sorta di rissa che sarebbe sfociata nel cortile: tanto che hanno avanzato richiesta di assoluzione per l’omicidio volontario derubricando eventualmente il reato in omicidio colposo oppure, in subordine, riqualificandolo in omicidio preterintenzionale. Diouf, infatti, venne colpito alla gamba, con Morra che, come hanno ribadito i suoi legali, lo soccorse immediatamente, chiamò il 113 e l’ambulanza. Ma questo non è bastato a convincere i giudici che, invece, hanno confermato la volontarietà del gesto; i due avvocati hanno già preannunciato il ricorso in Appello. Nel corso della sua discussione, invece, l’avvocato di parte civile Luca Santini, pur non esprimendosi sull’ammontare della pena, ha chiesto che venisse confermata la responsabilità dell’ispettore di Polizia, aggiungendo la richiesta di 5 milioni di euro di risarcimento danni. Su questo aspetto la Corte ha però chiarito che l’entità del danno andrà valutata in altra sede, disponendo per ora la liquidazione immediata di 500 mila euro.

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