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Conservificio: scontro Battistoni-Mazzola

Botta e risposta tra il candidato al consiglio regionale del Lazio (Pdl) e il Sindaco di Tarquinia (Pd) L’esponente del Popolo della libertà: «Sul pomodorificio, dalla sinistra solo vane promesse» Il Sindaco: «Fu il pressapochismo del centrodestra a causare la chiusura dello stabilimento»

Botta e risposta tra il candidato al consiglio regionale del Lazio (Pdl) e il Sindaco di Tarquinia (Pd) L’esponente del Popolo della libertà: «Sul pomodorificio, dalla sinistra solo vane promesse» Il Sindaco: «Fu il pressapochismo del centrodestra a causare la chiusura dello stabilimento»

TARQUINIA – Il futuro del conservificio di Tarquinia al centro del dibattito politico. Il candidato del Pdl al consiglio regionale, Francesco Battistoni parla di «cattivo operato dell’amministrazione regionale uscente», sottolineando che «molto spesso alle promesse è mancato il volere di risolvere i problemi del territorio». «Nell’anno dell‘insediamento della giunta Marrazzo, il 2005 – attacca Battistoni – lo stabilimento per la lavorazione del pomodoro situato a Tarquinia dopo anni di attività fu fatto chiudere. Era l’unica attività di trasformazione di questa importante coltura nella nostra provincia e che lavorava ogni giorno quintali di prodotto destinato sia al mercato nazionale sia a quello internazionale. La sua chiusura ha fatto perdere il posto di lavoro a circa 300 persone che erano impiegati con contratti stagionali e ad una quindicina di operai impiegati in maniera stabile provocando una grave ricaduta sia occupazionale sia economica sul nostro territorio. L’assessore all’agricoltura Valentini e il consigliere Parroncini promisero una celere riapertura dello stabilimento e di conseguenza la ripresa delle attività ad esso legate. Ad oggi quelle promesse sono volate via come foglie in autunno e lo stabilimento di Tarquinia si trova in uno stato di totale abbandono con i lavoratori che venivano impiegati sia a tempo parziale che in forma stabile e, che hanno creduto alle promesse mai mantenute dei politicanti di sinistra, che sono rimasti senza lavoro. Da non mettere in secondo piano il danno che è stato arrecato al settore agricolo, che attraversa già una profonda crisi, e dove il pomodoro è chiamato per la sua buona remunerazione “oro rosso”. Proprio su questo frangente si è registrata una diminuzione del 35% su scala provinciale dei contratti di coltivazione del pomodoro e la conseguente perdita di guadagni da parte di tutte quelle aziende agricole che avevano investito per tale coltura attraverso l’acquisto dei costosi macchinari atti per lo svolgimento di questa coltivazione». Immediata la replica del sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola che respinge al mittente le accuse. «La chiusura del conservificio di Tarquinia è stata la diretta conseguenza delle fallimentari politiche agricole dell’amministrazione Storace». «Ricordo a Battistoni – dice il primo cittadino – che precedentemente al 2005 la Regione Lazio, la Provincia di Viterbo e il Comune di Tarquinia erano guidati dal centrodestra e che i problemi della struttura furono causati dal pressapochismo che lo stesso centrodestra dimostrò nel dare in gestione l’insediamento. Inoltre, se la memoria non mi inganna, proprio Battistoni ricopriva a Palazzo Gentili l’importante carica di assessore provinciale all’Ambiente. – prosegue il primo cittadino – Dunque eviti inutili e vuoti proclami elettorali e spieghi ai cittadini e a coloro che hanno perso il posto di lavoro come sono andati realmente i fatti e i motivi per cui non hanno alzato un dito per evitare il blocco dell’attività. Per rimediare a questa sciagura, causa di ingenti danni economici al settore agricolo locale e all’indotto che ruotava intorno alla lavorazione del pomodoro, la Regione Lazio, l’Arsial e il Comune di Tarquinia hanno messo in campo impegno e serietà per avviare un piano di rilancio del conservificio che coinvolga le più importanti aziende del settore agro-alimentare. Per farlo, occorre, tempo. Il candidato del PdL al consiglio regionale, quindi, avrebbe fatto bene a tacere e non a uscire sui giornali solo in questi giorni di campagna elettorale per raccogliere voti. In tutti questi anni, infatti, non si è mai minimamente preoccupato della questione».

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