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Corridoio tirrenico: la Toscana inaugura i lavori, ma a Viterbo la Provincia dice no

TARQUINIA – È stato inaugurato oggi in Toscana il cantiere del primo lotto dell’autostrada Livorno-Civitavecchia, che dopo decenni di dibattito si appresta a diventare realtà. “Per il nostro territorio – commenta Giuseppe Parroncini, assessore regionale agli Enti locali, alle reti territoriali energetiche, portuali, aeroportuali e ai rifiuti -, l’infrastruttura risulta fondamentale, oltre che per lo sviluppo, anche per l’incidenza della mortalità su quella strada, altissima a causa dei restringimenti che verranno invece eliminati”. Parroncini coglie l’occasione per interviene anche in merito al documento sul tema, approvato ieri in consiglio provinciale a Viterbo. Una mozione che vede schierati centrosinistra, centrodestra e vari comitati ambientalisti contro la realizzazione dell’arteria, così come prospettata nel progetto di massima elaborato per il tratto laziale che va da Civitavecchia a Pescia Romana, passando per Tarquinia e Montalto di Castro. “Pur condividendo alcuni passaggi sulle garanzie necessarie a rassicurare tutti i cittadini– dice l’assessore regionale – mi sembra che su talune questioni si sia calcata eccessivamente la mano. Abbiamo sempre parlato di isolamento ultradecennale della Tuscia viterbese, di treni persi e occasioni mancate. Oggi, dopo tanto tempo, è stato raggiunto un accordo importante per rompere il muro che divide il nostro territorio dallo sviluppo, almeno su questo fronte. Un accordo non calato dall’alto, poiché questo modo di fare non ci appartiene, ma pienamente concordato e condiviso con le istituzioni che più da vicino rappresentano i cittadini, ovvero i comuni di Montalto di Castro e Tarquinia. Entrambi, nei rispettivi consigli, hanno approvato il tracciato del corridoio tirrenico, contribuendo con osservazioni che sono state tutte tenute in debito conto. Un lavoro che ha portato alla soluzione meno impattante possibile”. “Nel corso degli anni – continua l’assessore – i precedenti tracciati hanno sempre trovato la nostra ferma opposizione, da quello a valle dell’attuale Aurelia, che passava in mezzo alla parte più fertile della Maremma, all’altro collinare. Quelli sì veramente devastanti. Oggi grazie ad una concertazione totale abbiamo sbloccato una situazione che, come per la trasversale, si trascinava da decenni. L’attuale tracciato, per il tratto nel Lazio, insiste sull’Aurelia e si configura dunque in larghissima misura come un ampliamento della stessa, come sempre chiesto dalla popolazione. Ecco perché ritengo eccessivo parlare di stravolgimento dell’agricoltura, che siamo i primi a voler sostenere; di distruzione del territorio, che invece puntiamo a far crescere; di disoccupazione, contro la quale abbiamo lavorato molto. In estate inoltre quel tratto è impraticabile, con code di auto infinite, anche quelle altamente inquinanti”. “Ciò che non riesco a capire – conclude Parroncini – è come la Provincia da una parte abbia sempre lavorato attivamente in favore di questo tracciato, dall’altra abbia votato un documento che, non tanto nel deliberato quanto nelle premesse, va in una direzione discordante”.

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