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Corridoio tirrenico: via ai lavori

Inaugurato oggi in Toscana il primo lotto. Entro febbraio 2010 partirà anche il tratto del Lazio Polemiche sul tracciato Civitavecchia-Tarquinia-Montalto. La Provincia di Viterbo dice ‘‘no’’

Inaugurato oggi in Toscana il primo lotto. Entro febbraio 2010 partirà anche il tratto del Lazio Polemiche sul tracciato Civitavecchia-Tarquinia-Montalto. La Provincia di Viterbo dice ‘‘no’’

AUTOSTRADATARQUINIA – È stato inaugurato oggi in Toscana il cantiere del primo lotto dell’autostrada Livorno-Civitavecchia, che dopo 40 anni di dibattito si appresta a diventare realtà. Ad aprire ufficialmente i lavori a San Pietro in Palazzi, nel comune di Cecina, è stato il ministro alle Infrastrutture e ai trasporti Altero Matteoli. In totale saranno realizzati 4 chilometri per il collegamento tra lo svincolo di Rosignano dell’A12 e la statale 1 Aurelia. Il costo sarà di circa 49 milioni di euro, oltre 30 in meno rispetto al progetto preliminare poi rivisto con la Regione Toscana e i comuni interessati. «Un risparmio notevole – ha spiegato Antonio Bargone, presidente di Sat e commissario straordinario per la Livorno-Civitavecchia – che alla fine potrà far scendere, perché no, anche di un miliardo di euro, il costo complessivo dell’autostrada attualmente previsto in 3,6 miliardi di euro, oltre a ridurre anche i tempi di attuazione visto che in molti casi potremo lavorare sull’Aurelia». Matteoli ha ricordato che «quest’opera era attesa da quasi 40 anni e servirà a rilanciare tutta l’economia della Toscana». Il ministro ha anche annunciato che entro febbraio 2010 partirà anche il primo lotto nel Lazio per la realizzazione della Civitavecchia-Tarquinia. Alla cerimonia per l’apertura del cantiere sono intervenuti, tra gli altri, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, il presidente di Anas Piero Ciucci, l’assessore regionale ai trasporti della Toscana Riccardo Conti e l’ad di Sat Ruggiero Borgia. Positivo il commento anche dell’assessore regionale giuseppe Parroncini: «Per il nostro territorio l’infrastruttura risulta fondamentale, oltre che per lo sviluppo, anche per l’incidenza della mortalità su quella strada, altissima a causa dei restringimenti che verranno invece eliminati». Parroncini coglie l’occasione per interviene anche in merito al documento sul tema approvato lunedì in consiglio provinciale a Viterbo. Una mozione che vede schierati centrosinistra, centrodestra e comitati ambientalisti contro la realizzazione dell’arteria, così come prospettata nel progetto di massima elaborato per il tratto laziale che va da Civitavecchia a Pescia Romana, passando per Tarquinia e Montalto di Castro. «Pur condividendo alcuni passaggi sulle garanzie necessarie a rassicurare tutti i cittadini– dice l’assessore regionale – mi sembra che su talune questioni si sia calcata eccessivamente la mano. Abbiamo sempre parlato di isolamento ultradecennale della Tuscia viterbese, di treni persi e occasioni mancate. Oggi, dopo tanto tempo, è stato raggiunto un accordo importante per rompere il muro che divide il nostro territorio dallo sviluppo, almeno su questo fronte. Un accordo non calato dall’alto, poiché questo modo di fare non ci appartiene, ma pienamente concordato e condiviso con le istituzioni che più da vicino rappresentano i cittadini, ovvero i comuni di Montalto di Castro e Tarquinia». «Entrambi – ricorda Parroncini – nei rispettivi consigli, hanno approvato il tracciato del corridoio tirrenico, contribuendo con osservazioni che sono state tutte tenute in debito conto. Un lavoro che ha portato alla soluzione meno impattante possibile». «Nel corso degli anni – continua l’assessore – i precedenti tracciati hanno sempre trovato la nostra ferma opposizione, da quello a valle dell’attuale Aurelia, che passava in mezzo alla parte più fertile della Maremma, all’altro collinare. Quelli sì veramente devastanti. Oggi grazie ad una concertazione totale abbiamo sbloccato una situazione che, come per la trasversale, si trascinava da decenni. L’attuale tracciato, per il tratto nel Lazio, insiste sull’Aurelia e si configura dunque in larghissima misura come un ampliamento della stessa, come sempre chiesto dalla popolazione». «Ecco perché – conclude Parroncini – ritengo eccessivo parlare di stravolgimento dell’agricoltura, che siamo i primi a voler sostenere; di distruzione del territorio, che invece puntiamo a far crescere; di disoccupazione, contro la quale abbiamo lavorato molto. In estate inoltre quel tratto è impraticabile, con code di auto infinite, anche quelle altamente inquinanti». «Ciò che non riesco a capire – conclude Parroncini – è come la Provincia da una parte abbia sempre lavorato attivamente in favore di questo tracciato, dall’altra abbia votato un documento che, non tanto nel deliberato quanto nelle premesse, va in una direzione discordante». Decisa invece la posizione contraria degli ambientalisti, espressa in conglio provinciale a Palazzo Gentili. «Noi a Tarquinia stiamo subendo da tempo una situazione che dire catastrofica è poco – ha detto Ernesto Cesarini del comitato cittadini liberi di Tarquinia – L’autostrada è parte di questa catastrofe. Nel documento ci sono elementi concreti. Questa autostrada nella sua formulazione passerà dentro il centro abitato di Tarquinia. È un atto di barbarie. A Tarquinia è stata approvata una zona industriale. Su questa c’era un carbonile. Adesso è in itinere una via per aumentare il volume e la proprietà sta insistestendo per volerlo a cielo aperto. Oltre a questo sta arrivando un cementificio. L’autostrada si calerà in questo territorio, dove ci sarà un impianto per rifiuti non pericolosi che si andrà a sommare a tutto il resto. Noi vi diciamo che dovete votare no all’autostrada. Ma lo diciamo noi».
Ale.Ro.

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