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Dagospia: "La crisi delle banche internazionali si abbatte sull'autostrada tirrenica"

TARQUINIA  – “La crisi delle banche internazionali si abbatte anche sull’Autostrada Tirrenica che doveva partire entro il 2009 e che viene rinviata a data da destinarsi”. Parola di Dagospia, il noto portale informativo diretto da Roberto D’Agostino che oggi ha annunciato lo stop al tantocontestatocorridoio tirrenico. “Le grandi banche mondiali che con la SAT dovevano finanziare il progetto si stanno squagliando una dopo l’altra preoccupate dalle polemiche ma soprattutto dal rischio di iniziare un lavoro che tra ricorsi ed inchieste in corso potrebbe essere bloccato in qualsiasi momento – si legge nell’articolo di Dagospia – L’ultimo ricorso al Tar è stato presentato dall’avvocato Gian Francesco Regard per conto del Priorato, piccola frazione nei pressi di Albinia. I colossi finanziari Daxia, Royal bank of Scotland, Barclays, Mc Quarie e Babcoch and Brown stanno abbandonando l’idea di finanziare un progetto cosi’ rischioso preferendo mettere i loro capitali per la realizzazione in Italia delle arterie lombarde e piemontesi previste già nel piano Tremonti. A decidere la marcia indietro, come ultima ciliegina, la richiesta venuta soprattutto da molti comuni del Lazio e della Toscana di idi prevedere pedaggi talmente agevolati per i residenti, meno di 3 centesimi al chilometro, che rendono incompatibile un piano economico di rientro, fondamentale per un project financing”.
“Nelle ultime settimane contro l’autostrada tirrenica si sono riuniti a Tarquinia i comitati del Lazio e della Toscana favorevoli da sempre al raddoppio dell’Aurelia con un piano già predisposto dall’Anas e pronto a partire con un rispamio considerevolissimo ed un impatto ambientale accettabile anche dal WWF – si legge ancora nell’articolo – Sul quotidiano “Il Tirreno” continuano le prese di posizione contro la “Spacca Maremma”: ultimo grido d’allarme quello di Nicola Caracciolo, presidente WWF della Toscana favorevole alla proposta di Claudio Petruccioli di bloccare per un anno l’attuale tracciato che non squassi la Maremma devastando la zona archeologica della Valle d’Oro. L’allarme sulla Valle d’Oro è stato lanciato dal più importante archeologo italiano Andrea Carandini e fatto proprio dal Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi che ha chiesto alla Sovrintendenza di Siena un dettagliato rapporto. A Capalbio infine polemica sempre più rovente in casa dei democratici. Il capogruppo pd Bruno Piccolotti si è scagliato contro i suoi vertici regionali favorevoli all’autostrada grazie anche al patto di ferro con il Ministro delle Infrastrutture nonchè Sindaco di Orbetello Altero Matteoli. Nessuna risposta ancora da Matteoli sul perchè il tracciato prevede una costosissima variante in zona Torba Valle d’Oro pur di non passare tra Orbetello Scalo e Talamone”.

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