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De Francesco imbarazza la maggioranza

CIVITAVECCHIA – Bocche cucite e risposte a metà. Sembra che non ci sia proprio nessuno tra le fila della maggioranza disposto a fare un commento o un augurio di buon lavoro al neo amministratore unico di Etruria servizi Vincenzo De Francesco. Nessun moscheriniano vuole entrare nel merito di una vicenda ingarbugliata che ha avuto l’ultimo guizzo soltanto qualche settimana fa, con l’ex assessore che, documenti alla mano, ha mostrato alla città di non essere indagato dalla Procura di Vicenza per la famosa storia dei 2 milioni di euro comparsi misteriosamente sul suo conto corrente. Una vicenda che lo costrinse alle dimissioni da assessore e che lo ha tenuto ‘‘lontano’’ dalla politica cittadina per qualche tempo. Fino a pochi giorni fa, quando annunciò di essere pronto per tornare in campo e fare politica. Passano 5 giorni e il Sindaco lo nomina alla guida della municipalizzata. I mal di pancia nelle larghe intese sicuramente ci sono, ma i moscheriniani anche se non sono d’accordo con le scelte del Sindaco preferiscono incarnare l’antico detto latino ‘‘Bene vixit qui bene latuit’’ (Ha vissuto bene chi ha saputo stare ben nascosto). «Non so nulla» ha risposto il consigliere Bergodi tagliando corto e riagganciando il telefono, quasi negando di aver mai sentito parlare di De Francesco e della sua storia, mentre il compagno di maggioranza Perello ha telegraficamente sottolineato che «si tratta di una decisione del Sindaco» e che quindi c’è poco da fare e soprattutto da dire. Il presidente Cappellani ed il consigliere del Pdl Claudio La Camera hanno liquidato la telefonata con un «non rilascio nessuna dichiarazione». L’unico a sbottonarsi un po’ di più è il leader del Polo civico Alvaro Balloni che ha dichiarato: «Qualche dubbio ce l’ho, mi auguro che sia in grado di svolgere il ruolo che è stato chiamato a ricoprire». Della serie: speriamo che sia più incisivo rispetto al passato quando ricoprì la carica di assessore al Commercio e Turismo. Gestire una municipalizzata come Etruria è sicuramente più complesso rispetto ad un assessorato. Diplomatico e oculato l’intervento del consigliere Sandro De Paolis. «La presunzione d’innocenza è sancita nella Costituzione Italiana – ha precisato – e un individuo è innocente fino a prova contraria. Se con quella conferenza stampa ha dimostrato la sua estraneità a quella vicenda credo che allora possa ricoprire quel ruolo. Se il Sindaco ha ritenuto che sia l’uomo adatto avrà le sue buone ragioni». Dai silenzi eloquenti e le parole centellinate sicuramente un dato emerge: anche questa decisione di Moscherini, come tante altre, sicuramente non è stata un Plebiscito. Dopo tre anni di gestione Lombardi, con l’unico risultato dell’aumento del costo per i cittadini a fronte di un servizio che lascia molto a desiderare, Civitavecchia si prepara alla svolta con De Francesco che traghetterà la municipalizzata verso la Sot. Rimane da conciliare la professione di fede moscheriniana dei consiglieri intervistati con la reticenza dimostrata sul caso De Francesco. E viene da chiedersi il motivo di tanto imbarazzo quando si tratta di uscire allo scoperto, mentre nella mischia ci si sente tutti figli della stessa bandiera.

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