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Diocesi in festa per la Madonna di Bonaria

CIVITAVECCHIA – Una folla commossa raccolta in preghiera ha accolto questa mattina presso la chiesa dell’Immacolata Concezione al Ghetto il simulacro della Madonna Nostra Signora di Bonaria da Cagliari, massima patrona della Sardegna. La sua devozione in terra sarda è fortissima e anche a Civitavecchia, visti i tanti isolani residenti in città. La statua della Vergine è venuta qui accompagnata dai fedeli in pellegrinaggio per ‘’restituire’’ la visita apostolica di Papa Benedetto XVI che Il 7 settembre ha presieduto una concelebrazione eucaristica sul sagrato della basilica di Bonaria. Alla fine della messa, prima di recitare l’Angelus, il papa ha rinnovato l’affidamento della Sardegna alla Madonna, ha onorato il simulacro della Vergine di Bonaria con il dono di una Rosa d’Oro e ha sostituito l’antica navicella d’argento, che ornava il candeliere che la statua reca nella mano destra, con una nuova in filigrana d’oro. La statua sacrà resterà esposta ai fedeli della diocesi per tutta la giornata di oggi. Alle 18,30 si terrà una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’amministratore apostolico della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia monsignor Gino Reali. Alla celebrazione parteciperanno le comunità sarde di tutto il territorio. Alle ore 21 si reciterà il Santo Rosario al termine del quale partirà una suggestiva fiaccolata che dalla chiesa del Ghetto giungerà fino in porto per accompagnare il simulacro della Vergine verso il suo ritorno in terra sarda.

LA STORIA DELLA MADONNA DI BONARIA – La città di Buenos Aires capitale dell’Argentina, fondata una prima volta dal conquistador Pedro de Mendoza il 2 febbraio 1536, distrutta nel 1541 e rifondata definitivamente come Ciudad de la Santísima Trinidad en el Puerto de Santa María del Buen Aire nel 1580 da Juan de Garay, deve il suo nome alla devozione dei navigatori spagnoli verso la Madonna del Buen Aire o de los Buenos Aires, ovvero la Madonna di Bonaria venerata a Cagliari. Nella capitale dell’Argentina si trova una basilica, eretta nel 1911 dai Mercedari, dedicata a Nuestra Señora de los Buenos Aires, la cui festa, come nel capoluogo sardo, si celebra il 24 aprile. La statua della Madonna di Bonaria venne incoronata il 24 aprile 1870, per volere di papa Pio IX e sono numerosissime le visite compiute al santuario cagliaritano dai vari Pontefici nella storia. Tra le più recenti quella di Giovanni Paolo II Il 20 ottobre 1985, che a conclusione della sua visita pastorale in Sardegna, arrivò a Cagliari, e celebrò una messa sul piazzale di Bonaria. Alla fine della celebrazione, prima della recita dell’Angelus, il papa disse: “Al di là dello svolgersi degli eventi, spesso drammatici e dolorosi, e al di sopra degli interessi e delle fortune delle potenze terrene che si sono succedute sulla vostra terra, il santuario della Madonna di Bonaria è sempre stato, per le nazioni e le genti più diverse, un’attrattiva universale, un faro di certezze, al di là dei contrasti e delle divisioni. È stato un centro di unità e di concordia. La sua storia secolare e gloriosa testimonianza che tale opera è andata ben al di là dei confini della vostra isola, e si è estesa in varie parti del mondo, soprattutto nell’America Latina e nell’America Centrale, dove molti luoghi, pensiamo alla stessa capitale dell’Argentina, Buenos Aires, traggono il loro nome dalla Vergine della “buona aria”: Buenos Aires”. Il 27 aprile 2008, durante una celebrazione presieduta dal cardinale Giovanni Battista Re nella cattedrale di Cagliari, è stato rinnovato l’affidamento della Sardegna a Nostra Signora di Bonaria. Il 7 settembre 2008 Benedetto XVI, in visita pastorale a Cagliari, ha presieduto una concelebrazione eucaristica sul sagrato della basilica di Bonaria. Alla fine della messa, prima di recitare l’Angelus, il papa ha rinnovato l’affidamento della Sardegna alla Madonna, ha onorato il simulacro della Vergine di Bonaria con il dono di una Rosa d’Oro e ha sostituito l’antica navicella d’argento, che ornava il candeliere che la statua reca nella mano destra, con una nuova in filigrana d’oro.

IL MISTERIOSO SIMULACRO – C’è una bella storia che narra la leggenda del misterioso simulacro della CHIESAMadonna di Bonaria approdato in Sardegna nel Golfo degli Angeli il 25 marzo 1370. Un mercantile salpa dalla Spagna verso la penisola italica. La navigazione si prospetta tranquilla, ma all’improvviso si scatena una paurosa tempesta. La situazione si fa drammatica e l’equipaggio capisce di non avere più speranze. Il capitano, per alleggerire la nave, ordina di gettare in mare ogni cosa nella speranza di poter salvare almeno la vita degli uomini dell’equipaggio. Rimangono a bordo solo l’equipaggio e i viaggiatori. All’improvviso, la tempesta si placa, le nubi di diradano e ricompare il sole. Pieni di sollievo per il pericolo scampato i marinai, guardando verso il mare, si accorgono che di tutta la merce gettata in mare solo una enorme cassa galleggia: nessuno sa che cosa contenga o a chi appartenga. Incuriositi, cercano di recuperarla. Non ci riescono.Il capitano cerca di rimettersi in rotta, ma inutilmente: la nave segue misteriosamente quella grossa cassa che, dopo qualche tempo, approda dolcemente sulla spiaggia antistante il piccolo borgo di Bonaria, ai piedi di un convento di Frati Mercedari. Scesi a terra, i marinai cercano di aprire la misteriosa cassa, ma non ci riescono. Tentano di spostarla, ma risulta impossibile per l’enorme peso. Anche la gente accorsa dal borgo sulla riva guarda incuriosita. La notizia ben presto si diffonde e da ogni parte della vicina città di Cagliari (Caller) sopraggiungono anche l’arcivescovo Bernardo, il vicerè Alberto Satrillas e altre autorità cittadine. Tutti sono sgomenti e non sanno cha fare davanti a quella cassa; ma a un certo punto si leva dalla folla una voce infantile che invitava la gente a chiamare i frati del vicino convento. I religiosi accorrono prontamente e, nel silenzio incuriosito degli astanti, con molta facilità aprono la cassa: agli occhi increduli di tutti appare una bellissima statua della Madonna con il Bambino e con una candela accesa in mano. Era il 25 marzo del 1370, festa dell’Annunciazione. Una volta approdato in Sardegna, il bel simulacro doveva essere adeguatamente ospitato e ci si chiese dove esso meritasse di essere collocato: si pensò di portarlo nella Cattedrale, chiesa madre della città; i frati si opposero, sostenuti da tutta la popolazione e portarono la statua nel convento. Si pensò di collocarla in una cappella laterale, poiché l’altare maggiore era già occupato da un’altra prodigiosa statua, La Madonna del Miracolo. La statua della Vergine fu dunque collocata in una cappella laterale, ma il mattino seguente, i religiosi videro che le due statue si erano scambiate di posto. La Madonna venuta dal mare era sull’Altare maggiore. Pensarono che qualcuno avesse voluto onorare nascostamente, durante la notte il nuovo simulacro miracoloso, e rimisero le statue al loro posto. Il mattino seguente verificarono lo stesso spostamento. La terza notte decisero di vegliare per impedire che qualcuno effettuasse quello spostamento, ma, senza che riuscissero a rendersene conto, la Madonna venuta dal mare si spostò ancora una volta sull’Altare maggiore. Era chiaro che la nuova venuta voleva essere onorata come regina del Santuario; perciò i religiosi la lasciarono nel posto che Essa stessa si era scelta; e da allora viene venerata come Nostra Signora di Bonaria, proclamata nel 1908 da San Pio X Patrona massima della Sardegna.

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