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Diouf, chiarimenti sugli aiuti

CIVITAVECCHIA – A che punto è l’iter per il passaggio di licenza commerciale da Cheikh Mory Diouf, il 42enne senegalese ucciso da un colpo sparato dal fucile a pompa dell’agente di polizia Paolo Morra e il fratello? Lo chiede la comunità senegalese che, allo stesso tempo, vuole sapere anche come sta procedendo la raccolta fondi tramite il conto corrente aperto dal Comune alla Cassa di Risparmio di Civitavecchia subito dopo la morte dell’uomo. Spetta oggi al Pincio, infatti, dimostrare che la vicinanza alla comunità e alla famiglia non era soltanto ‘‘politica’’, relativa a quel preciso momento. E che si sta lavorando per rispettare quelle promesse fatte alla comunità scossa dalla morte di Diouf. «E’ grazie ai civitavecchiesi – ha spiegato il portavoce Ibra Seck – che siamo potuti andare in Senegal per riconsegnare il corpo di Diouf ai suoi genitori, alla moglie e ai figli. Non è stato un viaggio piacevole e semplice, ma dovevamo farlo, proprio per lui». In Senegal, dove sono stati dieci giorni, Ibra e gli altri parenti e amici di Diouf si sono stretti attorno alla famiglia dell’uomo, aggiornandola sull’iter giudiziario della vicenda e cercando, per quanto possibile, di riscostruire quanto avvenuto quella mattina del 31 gennaio scorso nella villetta a Campo dell’Oro.

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