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Diritto di superficie a 20 anni: ok dei balneari

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Il diritto di superficie desta ansia e preoccupazione negli operatori balneari della città. La notizia esternata dalla Tv e dai giornali, che il Ministro dell’Economia ha bocciato il decreto che prevedeva il diritto di superficie ai gestori degli stabilimenti balneari dai 90 anni ai 20 anni, sta creando malumore tra i titolari delle spiagge in concessione. “Ieri – dice il presidente di Assobalneari Litorale Nord Marco Maurelli – ci sono giunti ulteriori dettagli dal Ministero per l’Economia e le Finanze che cominciano a ridarci un pò di fiducia. Si parla, è vero, di un diritto di superficie a 20 anni, ma acquisibile da subito, in maniera automatica da parte dei concessionari che rientreranno nei parametri stabiliti. Al termine o nel corso del ventennio, si procederà ad evidenza pubblica, laddove gli imprenditori potranno, a fronte di un congruo piano di investimenti, avanzare richiesta di disponibilità di periodi più lunghi, proporzionati al business plan e relativo piano ammortamenti. Il provvedimento è ancora in via di definizione – continua Maurelli – e stiamo seguendo, passo dopo passo, tutta la vicenda. La soluzione del diritto di superficie a 20 anni rilasciato automaticamente ai concessionari ci trova d’accordo perché ci permette di uscire dalla Bolkestein passando da un regime di serviz ad uno di diritto di superficie. Dobbiamo cercare di intervenire, invece, sulla definizione temporale del diritto che gli operatori potranno chiedere, tramite evidenza pubblica, o allo scadere di questo primo ventennio o anche in corsa. Solo per fare un esempio: se un distretto turistico balneare, sul modello rappresentato pochi giorni fa dal Ministro Tremonti, presenta un piano di interventi e di investimenti tale da contemplare anche opere di pubblica utilità a reddito zero, che richiedono congrui periodi di ammortamento dei capitali investiti, va da sé che il successivo diritto richiesto debba poter andare oltre la soglia dei venti anni, raggiungendo, in extremis, quella dei 50”. Tale soluzione, andrebbe nella direzione di eliminare quella potenziale tensione economica- finanziaria, che potrebbe spingere l’operatore balneare a rivalersi sulla clientela per vedersi garantito, nel minor tempo possibile, l’ammortamento dei capitali investiti. Abbiamo già provveduto – conclude il Presidente Maurelli – a condividere questa nostra ipotesi con il Presidente del Consiglio Berlusconi e i Ministri Tremonti e Fitto per approfondire tutti gli aspetti della vicenda, intervenendo in maniera opportuna sul testo del Decreto nel corso del suo iter parlamentare”.

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