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Don Giovanni Demeterca spiega il significato della processione e della crocifissione che si tiene ogni anno a Tolfa

“La Processione del Venerdì Santo a Tolfa, è una tradizione antica, conservata e tramandata scrupolosamente di generazione in generazione, di padre in figlio, segno di una fede viva e di un attaccamento sentito a quelle che sono le tradizioni più care del popolo tolfetano.

Quest’anno, abbiamo assistito ad una partecipazione massiccia della gente, tolfetana e non, visto che questa manifestazione è entrata nel cuore di tutti.

La Passione, è un richiamo molto forte per contemplare solo in Cristo il dolore dell’uomo e le sofferenze a cui spesso non sappiamo dare neppure un nome.

Eppure qualcuno, un nome alla sofferenza lo ha dato.

Sto pensando a mons. Carlo Chenis, che è stato un uomo di riferimento, una guida saggia, autorevole ed affidabile, che ha concluso l’esistenza terrena con l’onore della sua storia e con l’abbraccio di tutti, credenti e non credenti.

Prima di morire, don Carlo, ha definito la sua passione come uno stato di grazia, attraverso il quale è stato assimilato in Cristo, diventando primizia di una vita nuova.

La processione a Tolfa, non è solo bella e suggestiva, meritevole di riflessioni serie e approfondite, ma è anche coinvolgente, perché ognuno di noi si sforza per esserci il più possibile e nel ruolo a cui si addice di più, facendo così un’esperienza unica che gratifica lo spirito, purifica la coscienza, stimola il quotidiano, ci permette di riappropriarci di qualche dovere mancato e di recuperare la contemplazione delle realtà soprannaturali.

Ringraziando tutti, auguro di cuore una Buona Pasqua.” (<span style=FONT-SIZE: 12pt

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