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Dopo la tragedia in Giappone, torna la paura per il nucleare a Montalto

Nieri e Zaratti (Sel): “Se contrari Alemanno e Polverini sostengano il referendum". Legambiente: "Inimmaginabile una centrale nucleare nel Lazio" L'associazione ambientalista: "A vent’anni dal no, ancora tutti irrisolti i problemi di sicurezza e smaltimento scorie"

Nieri e Zaratti (Sel): “Se contrari Alemanno e Polverini sostengano il referendum". Legambiente: "Inimmaginabile una centrale nucleare nel Lazio" L'associazione ambientalista: "A vent’anni dal no, ancora tutti irrisolti i problemi di sicurezza e smaltimento scorie"

MONTALTO DI CASTRO – Dopo i tragici fatti avvenuti in Giappone, tutti i Paesi del mondo stanno mettendo in discussione il ricorso all’energia nucleare. La Germania ha deciso l’immediata chiusura di due impianti.  E l’ipotesi di realizzare una centrale a Montalto di Castro torna a fare paura. Sul tema si moltiplicano gli interventi. “E’ sempre più evidente che il nucleare rappresenta un rischio per la salute e la sicurezza dei cittadini dicono all’unisono Luigi Nieri e Filiberto Zaratti, consiglieri di Sinistra Ecologia Libertà nel Consiglio regionale del Lazio – Eppure di fronte a questa verità ormai ineluttabile, il Governo italiano non sembra intenzionato ad interrompere la corsa al nucleare, mettendo gli intereressi di pochi davanti alla tutela della salute dei cittadini. Un atteggiamento irresponsabile che dimostra la lontananza del Governo nazionale dai problemi reali”. “In questo contesto – proseguono Nieri e Zaratti – è apprezzabile la contrarietà di Alemanno al nucleare. E’ necessario, però, che agli annunci seguano i fatti concreti. Fino ad oggi l’unico atto che mette nero su bianco il no al nucleare è la mozione approvata dal consiglio regionale, promossa dall’opposizione di centrosinistra”.  “Se Gianni Alemanno e Renata Polverini sono realmente contrari al programma nucleare del Governo – soncludono i due esponenti di SeL – che tra l’altro prevede la realizzazione di una centrale nel Lazio, a Montalto di Castro, sostengano il referendum contro il nucleare e si facciano promotori di iniziative che inducano il Governo ad un rapido ripensamento; sostengano anche l’accorpamento del voto referendario con le amministrative, come proposto con apposita mozione da Sel. Diversamente, avremo a che fare con le solite chiacchiere cui ormai ci ha abituati il Sindaco”. No al nucleare anche da parte di Legambiente Lazio: “Siamo vicini al dramma dei cittadini giapponesi, al tragico terremoto si aggiunge la minaccia nucleare e ci preoccupano molto le immagini delle esplosioni dei reattori, i controlli per la contaminazione ai quali si devono sottoporre, le notizie di 170mila persone evacuate da casa loro, l’allarme per piogge radioattive. Speriamo ancora che si possa evitare il peggio, ma quanto sta accadendo deve servire a convincere l’Italia ad abbandonare qualsiasi avventura atomica”. “E’ inimmaginabile pensare a una centrale a Montalto di Castro, a Latina o sul Garigliano, nel Lazio come in qualsiasi parte dell’Italia, i rischi sono davvero inaccettabili – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Bastano i consigli che vengono dati ai cittadini per creare un improponibile scenario da vero terrore: ‘rimanere in casa e non aprire né porte né finestre, coprirsi naso e bocca con asciugami bagnati e lavarsi le mani non appena rientrati in casa, evitare verdure, altri cibi freschi e acqua del rubinetto’. Di fronte a questa situazione va solo detto che i problemi del nucleare sono sempre gli stessi e sempre irrisolti, l’insicurezza intrinseca della tecnologia, le scorie da gestire per millenni. È così assurdo, allora, chiedere di puntare su risparmio ed efficienza energetica, su fonti rinnovabili, solare termico e fotovoltaico, eolico, biomasse, piccolo idroelettrico? Se non è bastato alle lobby il voto contrario al nucleare dei cittadini del referendum del 1987, i cittadini ne dovranno esprimere uno nuovo e ancora più forte con il nuovo referendum che si terrà nei prossimi mesi”.

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