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Ecco l’editoriale indigesto

Il commento della Tribuna che ha fatto infuriare il Sindaco, che peraltro sulla mafia veniva anche difeso

Il commento della Tribuna che ha fatto infuriare il Sindaco, che peraltro sulla mafia veniva anche difeso

LACIVITAVECCHIA – Questo, in particolare, l’editoriale del direttore Massimiliano Grasso, pubblicato sul quindicinale La Tribuna del 6 giugno, che ha scatenato l’ira del Sindaco. … Il nocciolo della vicenda si può ridurre a questo interrogativo: un anno fa, ricevuta l’informazione di garanzia, Moscherini avrebbe comunque dovuto riferire al Consiglio Comunale, oppure era nel suo pieno diritto anche, per così dire “politico”, attendere il processo e non cedere a quella che secondo lui è “una nuova macchinazione per cercare di cacciarlo dal Comune” dove è stato eletto dalla maggioranza dei cittadini? La tesi del teorema, finemente utilizzato dall’onorevole Tidei per “incastrare” il suo avversario di sempre facendo certificare dal Viminale le accuse di concorso in corruzione e istigazione alla corruzione mosse a carico del Sindaco, è che nel porto di Civitavecchia ci sia la mafia. Non il semplice rischio di infiltrazioni, riconosciuto da tutti, visti gli ingenti appalti portuali, ma la certezza che dietro l’idea del terminal Asia (che è, appunto, solo un’idea) si nascondano le manovre di clan che avrebbero già in mano il porto. Poi, si fa di tutta un’erba un fascio: dal rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti, si passa a sbandierarne la certezza (che ad oggi, fortunatamente, non è riscontrata da nessuna parte), per poi confondere le acque con i sequestri di materiale contraffatto (scarsi, così come purtroppo i traffici dei container rispetto al porto di Napoli, che viene tirato in ballo) ed il riciclaggio di denaro dei clan sul territorio tramite l’acquisto di case e attività commerciali (che invece è reale, esiste da tempo sul territorio ed è un fenomeno ben noto agli investigatori). Dietro tutta questa manovra, che non serve certo a combattere le mafie, né a mobilitare le coscienze, ma semmai a creare confusione e screditare l’immagine del porto, di Civitavecchia e delle sue istituzioni, c’è una regia fine, che sembra perseguire diversi obiettivi. Grazie a complici involontari, a partire da un Sindaco che paga la nota superficialità con cui si circonda di persone quantomeno discutibili che lo mettono nei guai, ma che – da civitavecchiesi – crediamo e speriamo che non sia un mafioso o un corruttore di carabinieri. C’è poi il Sindaco furioso, che sbaglia tutto quando definisce un “deficiente” il sottosegretario Reina, e dà un motivo in più a quanti chiedono di chiudure la storia infinita di Tidei contro Moscherini e viceversa. Una storia ormai stantìa, fatta di accuse e insulti pesantissimi da una parte e dall’altra. In un momento di crisi come questo, c’è bisogno di voltare pagina. Nei contenuti, prima ancora che nelle persone: diteci come recuperare posti di lavoro e offrire servizi decenti ai cittadini, come realizzare questa o quell’opera, anziché parlare di vacche, cancelli, padrini e veleni di cui non frega niente a nessuno.

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