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E’ giallo sul "documento cubano"

Recapitate in città diverse copie di una presunta sentenza relativa a fatti molto gravi che coinvolgerebbero il Sindaco. I fogli imbucati anche nella cassetta della posta di Pierotti che dice: «Si faccia chiarezza». Moscherini: «Grave dare credito a queste voci. Parlerò lunedì». Intanto indaga la Procura

Recapitate in città diverse copie di una presunta sentenza relativa a fatti molto gravi che coinvolgerebbero il Sindaco. I fogli imbucati anche nella cassetta della posta di Pierotti che dice: «Si faccia chiarezza». Moscherini: «Grave dare credito a queste voci. Parlerò lunedì». Intanto indaga la Procura

CIVITAVECCHIA – Un documento composto di tre pagine, fotocopiate, imbucate da una mano anonima nella cassetta della posta di alcuni civitavecchiesi: il primo Angelo Pierotti che ha deciso di convocare la stampa per chiarire la questione. Nel documento c’è un nome, quello di Giovanni Moscherini, collegato ad un reato, ‘‘Corrupcìon de Menores’’, corruzione di minori ed un’imposizione: l’espulsione dal territorio nazionale della repubblica di Cuba. Una cosa è certa: occorre verificare la veridicità del documento e, considerando che si tratta di Cuba, la cosa non sarà certo semplice. «Ho ricevuto il breve dossier martedì mattina, tra le 9 e le 10 – ha spiegato Angelo Pierotti – Ho parlato con alcuni avvocati che mi hanno consigliato di recarmi dai carabinieri, per consegnare tutto». E così ha fatto martedì pomeriggio quando, attorno alle 17, è stato ricevuto sia dal comandante della Stazione Giuliano Mangoni che dal capitano Lorenzo Ceccarelli, comandante della Compagnia. «Mi hanno detto che avevo il dovere e l’obbligo, da cittadino, di segnalare la cosa – ha aggiunto – avrebbero poi valutato loro cosa fare». E così stanno facendo: sulla vicenda vige il riserbo più assoluto, ma sarebbe stato informato immediatamente il procuratore capo Gianfranco Amendola che avrebbe già avviato le indagini per valutare, in prima battuta, se si tratti di un falso o meno, anche se, a quanto pare, sarebbe molto somigliante ai certificati ufficiali. Contattare il consolato, valutare chi si sia recato ultimamente a Cuba, indagare tecnicamente sul documento: queste le piste battute da Procura e carabinieri. «Ho dovuto cambiare scheda telefonica al cellulare – riprende Pierotti – dopo le decine e decine di telefonate ricevute: la notizia si è sparsa subito in città e tutti volevano sapere da me. Il certificato è stato inviato anche ad altre persone (ieri ndr) ed è stato mandato anche ad almeno tre deputati, con preghiera di valutare l’eventualità di una interrogazione parlamentare, e ad alcuni ministri, compreso Matteoli. Vero o non vero la città ha bisogno di chiarezza: voglio che tutti sappiano che non c’è nulla di politico in tutto questo. Si tratta di accuse gravissime che coinvolgono la massima istituzione cittadina, per questo se il documento si rivelasse falso sarei il primo a brindare, considerata la gravità dei fatti contestati, e a dare atto al Sindaco della sua completa estraneità rispetto a una accusa infamante, che come il peggiore dei pettegolezzi gira da anni, investendo la dignità di una persona, che da troppo tempo subisce un autentico linciaggio morale. Nessuno merita una cosa del genere. Per questo, di fronte a un documento come quello che mi hanno recapitato, è ora di fare chiarezza una volta per tutte, con risposte ufficiali che speriamo non tardino ad arrivare».

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