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Etm, giallo sul sequestro dei libretti

CIVITAVECCHIA – Che qualcosa non andava lo si era già capito nelle scorse settimane, quando due uomini della Guardia di finanza hanno bussato alla porta del segretario generale del Comune per chiedere gli atti riguardanti il servizio a chiamata di Etm. L’altra sera l’epilogo, con 26 autisti convocati ed identificati presso la caserma di corso Centocelle e il direttore di esercizio, Paolo Iarlori, trattenuto fino all’una per accertamenti sui mezzi impiegati. Il bilancio è di quattro libretti di circolazione sequestrati dalle fiamme gialle secondo una sanzione amministrativa accessoria a delle salate contravvenzioni a carico della società, in quanto l’Etm, secondo i militari, non avrebbe potuto attuare il servizio sperimentale a chiamata con gli stessi autobus immatricolati per il servizio di linea. «Non riesco a comprendere la novità – ha dichiarato l’amministratore unico della municipalizzata, Massimo Lombardi – esiste una delibera del commissario prefettizio Angelo Di Caprio, datata 10 maggio 2006 che autorizzava l’impiego dei mezzi anche nel servizio sperimentale». Lombardi preannuncia ricorsi, seppure già ieri mattina sono emersi i primi disservizi. Il fermo dei mezzi ormai privi di libretto ha determinato la soppressione delle prime due corse sulla linea C, con le relative lamentele da parte degli utenti rimasti a piedi. Lombardi ha riferito inoltre di un parere di legittimità richiesto all’Ass. Tra (Associazione Trasporti): ‘‘I comuni possono prevedere che il trasporto di linea di passeggeri accessibile al pubblico, in ambito comunale e intercomunale sia svolto, in tutto il territorio in tratte e per tempi predeterminati, anche dai soggetti in possesso dei necessari requisiti tecnico professionali. Pertanto, risulta legittimo che Etm spa, autorizzata a svolgere il servizio Tpl, utilizzi autobus immatricolati in servizio di linea per esercitare il servizio sperimentale a chiamata’’. Dietrofront dell’ultima ora del sindaco Moscherini, inizialmente pronto a riferire sull’intera vicenda, poi, sempre nella giornata di ieri, ha preferito non aggiungere ulteriore peso al carico, dopo l’incontro avuto con i vertici della municipalizzata. «Ho voluto sentire questa mattina i revisori dei conti della società e l’amministratore Massimo Lombardi – ha fatto sapere – ma si è parlato di diverse cose, non solo dell’episodio dei libretti. Non ho ancora chiaro il quadro – ha proseguito il primo cittadino – nei prossimi giorni potrò essere più preciso». Sulla questione sono intervenuti anche i sindacati. La Filt-Cgil ha chiesto garanzie per i lavoratori: «L’amministrazione comunale che ha parlato di holding, ora deve rispondere concretamente con delle garanzie di fronte a questo particolare momento». Rdb-Cub ha invece espresso solidarietà ai lavoratori dei Etm: «E’ vergognoso che il Sindaco non provveda alla sospensione di quei dirigenti e amministratori capaci solo di arrecare danni economici all’azienda». Posizioni a parte, rimangono ora da valutare attentamente i contenuti della delibera 171 firmata da Di Caprio il 10 maggio 2006, che consentiva in via sperimentale per sei mesi il servizio a chiamata ad Etm. Un aspetto amministrativo tutto da chiarire, considerato che l’atto rinviava ad un programma di esercizio che ancora oggi non c’è. Il Pincio tuttavia avrebbe reso ancora valida l’attribuzione, conferendo alla municipalizzata l’incarico di espletare servizi vari con altre indicazioni.

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