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Etm, sindacati divisi

CIVITAVECCHIA – Sindacati e lavoratori divisi sulla scelta di Etm di ricorrere al privato per la rottura improvvisa e contemporanea di ben cinque autobus. A criticare la scelta dell’amministratore unico Alessio Romagnuolo è la Filt Cgil che ha parlato di mezzi sostitutivi non idonei, riferendosi ai pullman Gran Turismo, perché privi di personale adeguato, perchè troppo grandi e non idonei per tutte le strade e perché privi di ogni licenza al trasporto pubblico locale.
Puntando il dito contro chi, finora, ha gestito il servizio pubblico, la segretaria Luciana Ceppolino non comprende come si sia arrivati ad avere da una parte un parco macchine così vetusto e poco affidabile e dall’altra si continua a spendere soldi pubblici per utilizzare mezzi privati. “Eppure – ha spiegato – all’interno dell’autoparco giacciono non utilizzati ben 5 trattori per trasporto di cisterne e 2 pullman GT per un valore di alcune centinaia di migliaia di euro, che se venduti si potrebbe rinnovare parte dei mezzi della municipalizzata”. Anzi, a ben ricordare, qualche tempo fa alla municipalizzata arrivò l’offerta di 500 mila euro per una sorta di scambio da parte di una società privata che avrebbe acquistato questi mezzi dando in cambio cinque nuovi autobus per il Tpl. È invece la Uiltrasporti a difendere l’operato di Romagnuolo, pur auspicando un immediato rinnovo del parco mezzi. «L’amministratore ha tempestivamente provveduto ad evitare l’interruzione delle linee: un segnale importante per l’utenza – ha spiegato il segretario Gennaro Gallo – il noleggio non deve far pensare obbligatoriamente alla privatizzazione». Apprezzamento anche da parte della Fit Cisl. «Il primo obiettivo di Etm – spiega il segretario Nicolino Pirina – è stato quello di salvaguardare un servizio pubblico utilizzato per lo più dalle fasce più deboli della popolazione e dai cittadini anziani. Certamente tale sostituzione ha avuto un costo che deve rientrare nella gestione complessiva aziendale, che ricomprende anche le situazioni di forza maggiore. Ben venga, a tutela di tutti i lavoratori, l’indagine interna per accertare le cause del fermo contemporaneo di ben cinque mezzi che ci lascia stupiti: erano in regolare esercizio fino al giorno precedente”. Ugl e Fit Cisl puntano il dito contro «critiche improvvisate e gratuite» da parte di alcuni lavoratori, con operatori e sindacalisti di Ugl che si dicono stanchi di lavorare per una società che perde i pezzi. «Si continua a scavare quell’enorme buco ereditato dalle vecchie amministrazioni – spiegano – temiamo di poter essere svenduti al privato senza preavviso». La Ugl giudica increscioso ricorrere, in una situazione economica come quella attuale, a costi aggiuntivi e a mezzi privati, augurandosi che sia stato un evento isolato.

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