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Fabio Desideri sulle elezioni regionali: "La partita senza Pdl non sarebbe regolare

Il consigliere regionale del Pdl: Dalla radicale Emma Bonino, e dal centrosinistra che la sostiene, ci attendevamo la difesa di chi ha subito un torto evidente. Sulla vicenda è intervenuto anche  Donato Robilotta: "Ricorsi al Tar potrebbero far saltare le elezioni".

Il consigliere regionale del Pdl: Dalla radicale Emma Bonino, e dal centrosinistra che la sostiene, ci attendevamo la difesa di chi ha subito un torto evidente. Sulla vicenda è intervenuto anche  Donato Robilotta: "Ricorsi al Tar potrebbero far saltare le elezioni".

CIVITAVECCHIA – «Dalla radicale Emma Bonino, e dal centrosinistra che la sostiene, ci attendevamo la difesa di chi ha subito un torto evidente. Invece, quanto avvenuto non fa bene al confronto democratico: le regionali senza il Pdl non sarebbero una partita regolare». Lo ha dichiarato Fabio Desideri, consigliere regionale del Popolo della Libertà, nel corso dell’incontro con i cittadini che si è tenuto all’auditorium del Massimo, all’Eur, alla presenza di Renata Polverini. «La squadra Marrazzo – ha continuato Desideri – dopo cinque anni di governo, compresa l’infausta transizione che stiamo patendo per il noto caso, ha ottenuto “zero tituli”. Nessun risultato è stato raggiunto in tema sanitario, dove abbiamo assistito solo a chiusure (San Giacomo docet), mai ad aperture. Se non bastasse, a un mese dalle elezioni, quindi in zona Cesarini, il reggente Montino continua a lanciare promesse riciclate». «In cinque anni – ha proseguito Desideri – è stato perso il campionato della sanità. La squadra Marrazzo, in perenne fuorigioco, ha mancato gli obiettivi più facili. E, invece di aprire le porte al pubblico, le ha chiuse, cancellando gli ospedali. È stato perso il campionato della lotta agli sprechi: il centrosinistra ha allungato la panchina dei consulenti e ha allargato i cordoni della borsa per gli acquisti più improbabili, senza rendere noti i conti». «È stato perso – ha aggiunto Desideri – il campionato dei trasporti: nel 2005 Marrazzo e la sua squadra promisero una “nuova cura del ferro” e, invece, neanche un metro di binario in più è stato imbullonato sul nostro territorio. E i pendolari, dimenticati in piccionaia, non possono contare nemmeno su un piccolo treno in più. Nemmeno uno». «Siamo alla disfatta – ha denunciato Desideri – nel campionato rifiuti. E dire che Marrazzo mise la propria faccia per promuovere la campagna sulla raccolta differenziata. Non ha portato bene a nessuno: né a lui, né ai cittadini. Perché il Lazio è rimasto al punto di partenza». «Sono stati persi i campionati del lavoro e della casa e pure quello delle riforme: il federalismo è dietro l’angolo e il Lazio è impreparato, perché il centrosinistra nulla ha previsto», ha concluso Desideri.

Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere regionale del Pdl Donato Robilotta il quale sostiene che un eventuale ricorso al Tar richierebbe di far saltare le elezioni.

“Lancio un appello a tutte le istituzioni competenti  – scrive in una nota Robilotta – affinchè ci sia una interpretazione di buon senso delle norme per la presentazione del PdL di Roma dal momento che il delegato della lista è arrivato in orario e la documentazione era nei locali del tribunale anche se non è stata consegnata al funzionario incaricato per vari motivi. Lancio un appello anche alla coalizione che sostiene la Bonino ad abbassare i toni e a consentire una soluzione che permetta che siano gli elettori a decidere chi debba governare la Regione, evitando di trasformare lo scontro politico in scontro giudiziario davanti al Tar e al Consiglio di Stato, cosa che provocherebbe solo un caos tale da mettere seriamente a rischio le elezione il sistema democratico. Quanto alla legalità e al rispetto formale delle leggi faccio presente che siamo già di fronte a elezioni “illegali” tra virgolette, perché l’attuale vice Presidente della Regione, cui compete il procedimento elettorale, ha già forzato le norme e interpretato in maniera estensiva, anche se con un consenso bipartisan, l’artico della legge elettorale che disciplina la convocazione dei comizi e le elezioni in caso di scioglimento anticipato. Infatti il comma 1 dell’articolo 5 della legge regionale n.2 del 2005 prevede che “ in caso di scioglimento del Consiglio Regionale si procede all’indizione delle nuove elezioni entro tre mesi.Questa norma è stata scritta dal sottoscritto, che all’epoca era assessore agli Affari Istituzionali con delega al procede minto elettorale, sull’interpretazione data dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.196 del 23.5.2003 che in merito al contenzioso tra il Governo e la Regione Abruzzo aveva chiarito che “indire entro tre mesi significa anche effettuare le elezioni entro quella data.A seguito delle dimissioni di Marrazzo il Presidente del Consiglio Regionale ha emanato in data 29 Ottobre 2009 il decreto di scioglimento del Consiglio, questo significa che le elezioni dovevano tenersi entro il 29 Gennaio 2010. Dunque se si arriva ai ricorsi al Tar può essere impugnato anche il decreto del vice Presidente della Regione facente funzioni del 26.01.2010 che indice le elezioni per il 28 e 29 Marzo pv, dunque ben oltre il periodo previsto dalla legge elettorale regionale, con la possibilità concreta che le elezioni saltino.

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