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Falso allarme bomba sulla Tirrenia

Ieri sera è arrivata una telefonata anonima alla centrale operativa del commissariato di Civitavecchia. Qualcuno ha riferito della presenza di un ordigno sul traghetto partito da Cagliari all’una di notte. Dopo aver fatto scendere i passeggeri ad Arbatax la Polizia ha disposto accurate verifiche accertando l’infondatezza della segnalazione

Ieri sera è arrivata una telefonata anonima alla centrale operativa del commissariato di Civitavecchia. Qualcuno ha riferito della presenza di un ordigno sul traghetto partito da Cagliari all’una di notte. Dopo aver fatto scendere i passeggeri ad Arbatax la Polizia ha disposto accurate verifiche accertando l’infondatezza della segnalazione

NAVECIVITAVECCHIA – «C’è una bomba sul traghetto proveniente da Cagliari e diretto a Civitavecchia». Questo si è sentito dire il poliziotto della sala operativa del commissariato di viale della Vittoria poco dopo le 22 di ieri, quando ha risposto alla telefonata di un uomo dall’identità sconosciuta. Ma tanto è bastato per far scattare le forze dell’ordine, impegnate per diverse ore nella ricerca dell’ordigno. Gli agenti del commissariato, coordinati dal primo dirigente Giovanni Lucchesi, hanno preso immediatamente in mano la situazione, girando tempestivamente la segnalazione alla Questura di Cagliari, al commissariato di Lanusei e alla Capitaneria di porto. Le forze dell’ordine hanno atteso l’arrivo della motonave Clodia della Tirrenia al porto di Arbatax e hanno iniziato i controlli a bordo, chiedendo ai 41 passeggeri e ai 50 membri dell’equipaggio di scendere dal traghetto. Dopo accurate verifiche la Polizia ha appurato che si era trattato di una segnalazione infondata e ha consentito alla motonave Clodia di riprendere la rotta. Il traghetto, ripartito dalla Sardegna all’una di notte, è arrivato ieri mattina a Civitavecchia verso le 10, con circa un’ora di ritardo. Un episodio allarmante, coincidente con lo sciopero di 24 ore dei dipendenti della Tirrenia per motivi legati al ricorso alla cassa integrazione per una parte dei dipendenti della compagnia, avvenuto – secondo le parti sociali – in modo unilaterale e che violerebbe gli accordi tra Governo e sindacati. Sul falso allarme bomba indagano le forze dell’ordine.

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