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Fanton: «Devolvere i fondi ad altro progetto tradisce una delle zone più belle»

Intervento del presidente di ‘‘Pirgo.Org’’ Angelo Fanton

Intervento del presidente di ‘‘Pirgo.Org’’ Angelo Fanton

ILCIVITAVECCHIA – «Vengo solo ora a conoscenza, grazie alla denuncia di Futuro e Libertà apparsa sulla stampa, che la giunta comunale di Civitavecchia, nell’ambito dei 21 milioni di euro di prestito flessibile richiesti di cui si parla in queste ore, ha deliberato di utilizzare i fondi già a disposizione per il recupero dello storico stabilimento balneare, destinandoli totalmente al progetto di centro integrato “Cittadella della Danza”. Partendo dal fatto che l’Amministrazione Comunale ha stipulato un contratto di prestito flessibile con la cassa DD. PP. posizione n° 452833 di importo pari a 3milioni di euro, per l’attuazione di un intervento di recupero dello storico stabilimento balneare del Pirgo, è stato deciso da questa giunta che tutti i progetti relativi alla ricostruzione del Pirgo, di cui tanto si è parlato negli ultimi due anni, i disegni, le planimetrie, vanno nel cestino della carta straccia. Questo perché, è stato rilevato da qualche professionista della pianificazione che l’attuazione di tale intervento necessita, sorpresa sorpresa, di tempi lunghi per il rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte di Capitaneria di Porto, Regione Lazio, Soprintendenza, etc. A questo punto è stato ritenuto che i fondi necessari all’attuazione dell’intervento in trattazione a favore del progetto “Cittadella della Danza” possano essere reperiti tramite “devoluzione” dell’intero somma del mutuo flessibile n°452833. Questa notizia ci costringe ad amare considerazioni. Al di là della fattibilità e dell’utilità reale del così detto progetto di recupero del belvedere del Pirgo, tante volte promesso, la scelta di devolvere i fondi ad altro progetto tradisce ancora una volta l’atteggiamento dal Comune verso quella che è una delle zone più belle e più desolate della città. Basta farsi una passeggiata lungo Thaon de Ravel per vedere quello che denunciamo ormai da anni: strutture danneggiate, belvedere impraticabile, balneabilità dubbia e a rischio, parcheggi selvaggi ed una illuminazione discontinua fanno di questo potenziale luogo di tempo libero una landa desolata. A completare l’immagine, lo scempio delle palme malate, (anche questo grazie ad attenti garanti del bene pubblico) e degli esercizi commerciali chiusi, segno che anche quelli che hanno investito soldi e lavoro in questo posto devono fare i conti con la realtà dell’abbandono. L’associazione Pirgo.Org da anni lotta contro il degrado, per la salubrità e l’agibilità del lungomare, e da tre anni propone una ristrutturazione del belvedere con strutture amovibili in legno e acciaio, ad impatto zero sull’ambiente, da dedicare alla balneazione e all’organizzazione di eventi e da offrire in modo trasparente alle realtà imprenditoriali cittadine per organizzare opportunità di divertimento, cultura, lavoro. Questa proposta, con un costo pari a un ventesimo del progetto appena abortito, e completamente finanziata da donazioni e privati, è stata più volte snobbata forse perché nata dalla base, dai cittadini, e forse perché priva di fasi di cementificazione. Fatto sta che, mentre da una parte non ci si può che congratulare per lo scampato pericolo di un ecomostro sul belvedere del Pirgo, discutibile modo di spendere i nostri soldi, dall’altra guardare lo scenario del lungomare in questa fine 2010 pensando che non ci sarà una lira per fare niente, è desolante. Certo qualcuno ci racconterà che non si poteva fare altro, perché era meglio fare così, perché questo è il partito del fare e bla blabla. Io come molti credo che sarebbe bastata la sincera volontà di fare qualcosa per questo posto storico, di collaborare con i molti cittadini e imprenditori per valutare alternative a basso costo, ed infine decidere di utilizzare almeno una piccolissima parte dei soldi del Pirgo per costruire un sistema virtuoso ed integrato per il Pirgo. Ma evidentemente la logica della “cittadella” nel suo significato di arroccamento, chiusura verso l’esterno, baluardo di ostinata difesa è quella che caratterizza le scelte in città. E intanto il Pirgo balla…da solo». 

Angelo Fanton
(Presidente Pirgo.Org)

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