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Fiera cavalli: l'Università Agraria cede il passo

La Regione Lazio ha deciso di cambiare il Comune capofila della manifestazione All’ente del presidente Alessandro Antonelli subentra Blera

La Regione Lazio ha deciso di cambiare il Comune capofila della manifestazione All’ente del presidente Alessandro Antonelli subentra Blera

TARQUINIATARQUINIA – Dopo tre anni di lavoro, risultati e soddisfazioni portati avanti dall’Università Agraria di Tarquinia, la Regione Lazio e l’assessore Birindelli (Pdl) hanno deciso di cambiare l’ente capofila per Verona Fiera Cavalli designando il Comune di Blera. «Una scelta politica, non concordata con i territori – commenta il presidente dell’Agraria di Tarquinia Alessandro Antonelli – che prescindendo dalla posizione di Tarquinia sottrae alle Università Agrarie uno degli ultimi presidi in cui far valere un ruolo da protagonisti». «Ciononostante – prosegue il numero uno di via Garibaldi – l’Università Agraria di Tarquinia intende augurare buon lavoro ai nuovi capofila, consci dell’importanza del ruolo e delle difficoltà che questo comporti. Lasciamo numeri importanti in dote che speriamo vengano confermati: 15 Comuni, 2 Province, 7 Università Agrarie coinvolte, 103 aziende rappresentate, 124 cavalli trasportati, esclusivamente afferenti alle cinque razze autoctone allevate del Lazio, e soprattutto l’impegno a coniugare insieme allevamento, territorio e turismo. Un’esperienza importante che ha ridato dignità all’immagine della Regione, favorendo la qualità e puntando sulla professionalità, oltre il pittoresco. Anni di lavoro condivisi con i territori resi protagonisti di un progetto a più mani, cosa resa oggi particolarmente complessa dal ritardo con cui avviene l’attuale nomina. Tarquinia, come punto di riferimento di un’intera Regione, ha dato lustro al nostro territorio ponendo la città come perno del mondo dei cavalli. Previsto per il 2010 un finanziamento della Regione Lazio ancora più importante di quello di cui ha beneficiato l’Agraria di Tarquinia. Vale la pena ricordare, infatti, che l’ente capofila non utilizza fondi propri per garantire la partecipazione dell’intera Regione, ma gestisce stanziamenti economici erogati direttamente dalla Regione Lazio». «Finisce un’era – conclude Antonelli – unanimemente riconosciuta come straordinaria e che solo a Tarquinia ha trovato sacche di polemica a dir poco faziose. Campagne stampa indegne infarcite di bugie e cattiverie che speriamo cessino definitivamente. Chissà se oggi quelli, così tanto di sinistra da far vincere la destra, saranno contenti del fatto che quei fondi regionali sono a disposizione di Blera e non più di Tarquinia».

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