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Fiumicino, in consiglio l'odg anti Malagrotta protocollato da Pd e Idv

FIUMICINO – Verrà discusso nel prossimo consiglio comunale, il 31 maggio (appello alle 15.45), l’ordine del giorno protocollato lo scorso 17 maggio dai gruppi consiliari Pd e Idv, contro l’ipotesi Malagrotta bis a Fiumicino. Il documento, senza simboli per cercare la massima convergenza possibile, impegna le forze politiche rappresentate in consiglio comunale a “esprimere parere sfavorevole a qualsiasi realizzazione di qualsiasi discarica di materiale indifferenziato che possa ledere il territorio del Comune di Fiumicino”. “Invito tutti i cittadini del Comune di Fiumicino a essere presenti martedì prossimo – ha sottolineato il consigliere del Partito Democratico Paolo Calicchio -, per sentire di persona come si esprimerà in merito alla questione della discarica questa maggioranza”. Inserito all’ultimo punto dell’ordine dei lavori, Pd e Idv chiederanno un’inversione dell’odl “affinché il documento venga discusso e votato in apertura di consiglio”. “Sono curioso – ha spiegato Calicchio – di vedere come si comporterà la maggioranza e se questa volta, su una tematica così importante per le sorti del nostro comune, avrà il coraggio di abbandonare l’aula, come spesso ha fatto quando si dovevano votare documenti importanti, facendo mancare il numero legale”. Duro anche il commento sui numerosi punti inseriti nell’ordine dei lavori, ben 13: “La conferenza dei capigruppo mercoledì 25 maggio ne aveva discussi soltanto sette, oggi invece ci ritroviamo con 13 punti. Come mai tanta fretta? – domanda Calicchio – In ogni caso registro l’ennesima delegittimazione di un organo comunale da parte del sindaco Canapini, che orma agisce in maniera autoritaria infischiandosene di tutto e di tutti, dei regolamenti, della democrazia, del confronto. Ci sono delibere importanti che non sono state nemmeno discusse e visionate dalle rispettive commissioni, come ogni democrazia richiederebbe. Ci ritroveremo a dover votare debiti fuori bilancio senza conoscere cifre, senza aver ricevuto ancora documentazioni certe, senza averne discusso in commissione. Un atteggiamento da despota che ormai non risparmia più nessuno, nemmeno i suoi più stretti alleati”.

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