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Fondi interclusi: la verità del presidente Antonelli sui manifesti affissi in città

Ecco il bando pubblico varato dall’Università Agraria

Ecco il bando pubblico varato dall’Università Agraria

TARQUINIA – L’Università Agraria di Tarquinia ha varato l’avviso pubblico di asta in riferimento ai fondi interclusi, siti in località San Matteo e Voltone. Tutti gli interessati all’acquisto dei terreni potranno, previo sopralluogo, presentare la loro offerta economica entro il 25 settembre. La vendita dei terreni, approvata dal consiglio di amministrazione è stata autorizzata dalla Direzione regionale agricoltura dopo essere passata al vaglio dalla Regione Lazio. Circa 150mila euro è il totale a basa d’asta. «Tacitati i delatori – commenta il presidente dell’Università Agraria di Tarquinia Alessandro Antonelli – che avevano millantato accordi con soggetti privati per mera polemica e speculazione politica. L’evidenza pubblica per la nostra amministrazione non è un’eccezione ma la regola». «I fondi in questione rappresentano relitti di patrimonio, dislocati e isolati – spiega Antonelli – Fondi interclusi a causa della frammentazione dei terreni dell’ente e di qualche scelta amministrativa ardita. Nel dettaglio, Voltone rimane intercluso successivamente alla realizzazione degli orti di Marina Velca, vista la presenza del fosso demaniale del Torrone. Per non risolvere il problema si è lasciata un’isola improduttiva. Quanto alla tesi della mancata interclusione per la presenza, in passato, di un ponte di tavole su un fosso demaniale si commenta da sola. Il fondo di San Matteo ha vicende analoghe». «Fino al nostro intervento – aggiunge il presidente – i fondi in questione sono stati adibiti a set a side, ovvero lasciati incolti, terre irrigue erano divenute improduttive, il bando aperto a tutti permetterà di vederli coltivati e di reperire le risorse necessarie alla ristrutturazione degli immobili dell’ente. A chi vuole turbare aste pubbliche – replica Antonelli – annunciando vincitori presunti, va la nostra condanna, trattasi di atteggiamenti irresponsabili con scarsa cultura giuridica e amministrativa. L’applicazione della legge 871 del 1971, favorisce già i soggetti del mondo agricolo nell’ottica del razionale sfruttamento dei terreni, questo non può divenire né un torto né un pregiudizio. Nel 2009 trovo stucchevoli le questioni di classe sociale su una vicenda come questa, demagogico il richiamo alla terra ai disoccupati, figlio della mancata conoscenza dell’attuale realtà del mondo agricolo, normale una maggiore attenzione da parte dei confinanti come in ogni alienazione di fondo agricolo. Il bando pubblico – conclude Antonelli – e i manifesti affissi per la città sono la migliore smentita alle illazioni di questi giorni. Ancora una volta abbiamo risposto con i fatti».

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