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Frezza difende l’Agraria

Il presidente dell’ente collinare elenca le grandi opere portate a termine «Siamo vivi e vegeti, falsa l’accusa di immobilismo»

Il presidente dell’ente collinare elenca le grandi opere portate a termine «Siamo vivi e vegeti, falsa l’accusa di immobilismo»

ALLUMIERE – «Pur non condividendo le motivazioni che hanno spinto Superchi alle dimissioni rispetto la sua decisione». Ad esprimersi così il presidente dell’Agraria allumierasca, Aldo Frezza, il quale si dice dispiaciuto delel dimissioni dell’ex assessore Alfonso Superchi (Prc) per questa perdita vista la qualità e la quantità del suo impegno istituzionale profuso in questi anni per il bene dell’Ente, ma nega la stasi dell’Agraria paventata da Superchi. «Non vorrei che si cercasse una motivazione spinta ad hoc come pretesto per giustificare le dimissioni che non si è avuto il coraggio di rassegnare prima. In questa legislatura in cui Superchi ha avuto un ruolo essenziale in termini di ricerca di finanziamenti ed esecuzioni delle opere – ha proseguito Frezza – abbiamo redatto, presentato, finanziato un progetto da inviare a gara per il mantenimento ambientale e forestale del territorio per 200 mila euro; concluso e ora al collaudo il centro di ingrasso di Colle di Mezzo (150 mila euro); progetto concluso e a collaudo dell’acquedotto a scopo zootecnico di Poggio Felcioso di 150 mila euro; nonché piantumato 5 mila piante di ulivo per 50 euro da destinare all’utenza. Non parliamo poi della dotazione di 150 box ed altre strutture alla Giovita per 70 mila euro utili per ospitare la mostra nazionale della vacca maremmana ed ora a disposizione dell’utenza; abbiamo aumentato i terreni a conduzione biologica per 80 Ha e venduto 13.000 kg. di prodotti certificati in biologico; è stato poi raggiunto l’obiettivo dell’ottenimento dell’iscrizione di capi riproduttori nella sezione “A” (abili alla monta); nonché effettuato interventi annuali col Comune sulla viabilità rurale. Positivo poi il trend della gestione del frantoio. Con altri comuni e agrarie del comprensorio abbiamo portato a termine il progetto Life approvato dalla Commissione Europea e la parte di competenza del nostro Ente riguarda il recupero dei boschi danneggiati (Freddara e Monte Ianne), vivai con germoplasma locale (faggeto), pascoli e sentieristica per un importo a beneficio del nostro Ente di € 950 mila (i lavori inizieranno il primo gennaio 2010; in più c’è la neo costituenda Fattoria Sociale di Colle di Mezzo le cui progettazioni sono quasi ultimate. E’ stato poi approvato lo Statuto ex novo dell’Ente. Quindi penso proprio che il nostro non sia un ente immobile». Frezza poi nella sua nota ha anche spiegato che «Rigetto l’idea di scioglimento dell’Ente perché lo stesso ha da sempre rappresentato e rappresenta un punto di riferimento per l’utenza e per gli Enti sovra ordinati per il controllo e presidio del territorio della salvaguardia della zootecnia locale e dell’economia ad essa legata. Non trova fondamento neanche la motivazione economica riguardo all’onerosità del mantenimento di una struttura in quanto, a differenza di un eventuale assessorato comunale, non è previsto nessun trasferimento pubblico di risorse nazionali o regionali ad eccezione della legge 43/88 che finanzia territorio e personale in termine di percentuali». (Rom. Mos.)

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