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Furti, in via Giotto nascono le ronde

Sicurezza al femminile. Gruppi di donne disarmate ogni notte pattugliano la zona a ridosso della Mediana Un quartiere visitato quattro volte nell’ultimo mese: per i residenti si tratta di stranieri di etnia rom Strani segni lasciati da ignoti nei giorni precedenti ai colpi messi a segno per stabilire quali sono gli appartamenti da ripulire

Sicurezza al femminile. Gruppi di donne disarmate ogni notte pattugliano la zona a ridosso della Mediana Un quartiere visitato quattro volte nell’ultimo mese: per i residenti si tratta di stranieri di etnia rom Strani segni lasciati da ignoti nei giorni precedenti ai colpi messi a segno per stabilire quali sono gli appartamenti da ripulire

CIVITAVECCHIA – Qualcuno le teme, altri non sanno cosa siano, molti le vogliono. E infine le ronde sono arrivate anche a Civitavecchia, per contrastare l’escalation di furti che da tempo opprime la città. Si parte da via Giotto, un vicolo quasi anonimo a ridosso della Mediana, come il condominio visitato già quattro volte dai ladri nell’ultimo mese. La tecnica è sempre la stessa: un giro di ricognizione per individuare gli obiettivi da colpire e nottetempo il blitz, scalando a volte anche due o tre piani per raggiungere e ripulire l’appartamento preso di mira. I proprietari di casa esasperati si sono più volte rivolti alle forze di polizia, senza ottenere quella giustizia della quale ieri mattina hanno parlato, invocandola e suggerendo una soluzione che a loro appare l’unica in gradi di mettere un freno al dilagante fenomeno dei furti in appartamento, Le ronde. Alzarsi all’alba per andare al lavoro, magari dopo aver fatto tardi la sera prima non è certo il migliore dei modi per cominciare la giornata, così a prendere in mano la situazione sono state le mogli, casalinghe predisposte all’autotutela. VIALa necessità che diventa virtù, ed ecco un nutrito gruppo di donne che da alcuni giorni ‘‘pattuglia’’ l’intera zona, fino alla quattro di mattina. Sono state loro, esasperate dalla situazione vissuta, a documentarsi sui comportamenti di stranieri «di etnia rom» dediti ad attività criminose, spiegando come finora avrebbero fatto a raggiungere le case di via Giotto, e segnalando la presenza di strani segni sui citofoni e sui portoni. Simboli che a quanto pare non mentirebbero, testimoniando un dramma a quanto pare difficile da ignorare. Nascono così le ronde cittadine, gruppi disarmati (in questo caso di donne) che corrono ai ripari sostituendosi allo Stato che «di certo non ce la mette tutta per dimostrare la propria presenza».

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