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Gianni Guido ha lavorato anche per una cooperativa di Tarquinia

Uno dei tre autori del massacro del Circeo, tornato in libertà mercoledì, nel 2008 ha collaborato con la onlus ‘‘Fuori centro’’ Federica Ruzzier: «È stato sempre tranquillo e rispettoso delle regole. Agli operatori raccontava di aver sbagliato»

Uno dei tre autori del massacro del Circeo, tornato in libertà mercoledì, nel 2008 ha collaborato con la onlus ‘‘Fuori centro’’ Federica Ruzzier: «È stato sempre tranquillo e rispettoso delle regole. Agli operatori raccontava di aver sbagliato»

TARQUINIA – Gianni Guido, uno dei tre giovani responsabili del massacro del Circo ha terminato di scontare la sua pena e adesso è libero. L’ex ragazzo della borghesia romana è adesso da ritenersi un uomo diverso. «Ha compiuto una ‘‘revisione critica dei trascorsi devianti’’ e un ‘‘silenzioso pentimento’’ rispetto alle condotte violente del passato», hanno detto i giudici del Tribunale di sorveglianza di Roma che nell’aprile del 2008 hanno concesso all’uomo di uscire dal carcere per l’affidamento in prova ai servizi sociali. In carcere Guido avrebbe attraverso una condotta sempre regolare, con una partecipazione convinta alle attività trattamentali (psicoterapia, impegno nello studio con il conseguimento della laurea in Lettere, riscoperta dei valori della religione), e infine con un reinserimento lavorativo in una cooperativa di Tarquinia che si occupa di disagio sociale. Grazie al suo percorso di ‘‘silenzioso pentimento’’, a partire dal luglio del 2006 ha infatti ottenuto una serie di permessi premio, e un anno dopo la semilibertà, che ha trascorso uscendo la mattina dal carcere di Civitavecchia per andare a lavorare nella cooperativa ‘Fuori centro’ e tornando la sera in cella. «Guido ha lavorato qui alcuni mesi come collaboratore di segreteria, mentre era detenuto nel carcere di Civitavecchia – racconta Federica Ruzzier, responsabile delle relazioni esterne della cooperativa ‘‘Fuori Centro’’- Il rapporto con lui è finito l’anno scorso, quando è stato assegnato ai servizi sociali e trasferito a Roma. E’ stato sempre tranquillo e rispettoso delle prescrizioni che gli erano state imposte dal magistrato di sorveglianza e delle nostre regole. Non abbiamo mai parlato direttamente della vicenda del Circeo, ma so che lui, dialogando con gli operatori del carcere e della cooperativa, aveva genericamente detto di aver sbagliato in passato e di essere fortemente motivato a guadagnarsi il reinserimento in società». «Per quanto riguarda i rapporti con il personale della cooperativa che si occupa di servizi alla persona e del recupero di soggetti svantaggiate, come detenuti e
tossicodipendenti,- racconta ancora Federica Ruzzier – Guido è stato sempre riservato e discreto, tuttavia ha sempre avuto rapporti cordiali
con tutti. Da quando è stato trasferito a Roma non l’abbiamo più visto. A Natale, però, ci ha inviato un biglietto di auguri. Per il tipo di ruolo che svolge la nostra cooperativa, possiamo dirci soddisfatti di lui. I rapporti tra Guido e la sua famiglia sono stati sempre buoni, tanto che è tornato a vivere con i suoi che, a quanto sappiamo, gli sono stati sempre vicini». Guido, mentre lavorava per la Fuori Centro riceveva regolarmente uno stipendio che veniva versato alla direzione del carcere.

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