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Giudici di Pace, uffici al collasso

CIVITAVECCHIA – Uffici che non riescono più a sopportare il carico di lavoro in crescita costante, sia dal punto di vista strutturale, dei locali in sé, sia sotto il profilo della pianta organica, sottodimensionata di almeno il 50%. E’ questa la situazione che vive l’ufficio dei Giudici di Pace in via dei Colli 30. Nessun collegamento pubblico diretto con il Palazzo di Giustizia o la stazione e difficoltà nel trovare parcheggio per la macchina, specie il mercoledì mattina quando a pochi metri si tiene il mercatino di viale Nenni. Uffici ospitati in un condominio, con barriere architettoniche presenti, con assenza di controlli all’ingresso e sicurezza. Locali con fili scoperti, senza aria condizionata, dove i lavoratori si sono arrangiati con ventilatori piuttosto datati e con l’apertura costante di porte e finestre per creare un minimo di corrente ed evitare svenimenti e malori come si sono registrati diverse volte. Un ufficio da 4000 cause civili e 340 cause penali annue, con decreti ingiuntivi cresciuti del 30% in due anni, e con una mole di documenti da archiviare che non riesce a trovare posto: così già due stanze sono state utilizzate come archivi, con faldoni accatastati a terra, in assenza di adeguate scaffalature. «Questi locali sono totalmente inadeguati – hanno spiegato il giudice Paola Lombardi e l’operatore giudiziario Cristina Bocchia – in più si aggiunge il problema del personale: soltanto tre amministrativi, con la figura del coordinatore lasciata vacante, con concorsi che non si fanno da 13 anni». Una soluzione per tamponare l’emergenza, a detta del presidente dell’ordine degli avvocati Antonio Carlevaro, è quella di trasferire gli uffici al Palazzo di Giustizia. «Ma finora – ha spiegato – nessuno sembra interessarsene».

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