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I colori del mondo, con la Fondazione Cariciv a scuola di civiltà

FONDAZIONECIVITAVECCHIA – Otto classi coinvolte, circa 170 alunni (di terza e di quinta elementare) di 3 istituti scolastici dei comuni di Civitavecchia, Cerverteri e Tolfa. Questi i numeri del progetto ‘‘I colori del mondo a scuola’’ progetto promosso dall’associazione Più Vita Onlus e finanziato dalla Fondazione Cariciv. «È una iniziativa – hanno spiegato la presidente di Più vita Onlus Teresa Abadia Escario e la responsabile del progetto Graziella Tedesco ieri mattina alla cerimonia di presentazio presso la sede dell’ente – che con una serie di attività di informazione e sensibilizzazione vuole rendere i ragazzi delle scuole ‘‘consapevoli cittadini del mondo’’. Durante gli incontri abbiamo quindi svolto attività di laboratorio coinvolgendo gli alunni con la lettura di fiabe, con l’ascolto di testimonianze di coetanei che vivono in altri paesi del mondo e organizzando eventi con esperti di diritti umani». Gli incontri, inseriti tra le attività scolastiche, hanno preso il via lo scorso gennaio e termineranno nel 2011 con una grande festa di fine anno che si terrà presso la sala conferenze della Fondazione Cariciv. Un evento quest’ultimo al quale parteciperanno non soltanto le classi coinvolte dal progetto, ma tutti gli allievi dei tre istituti insieme alle loro famiglie ed insegnanti.
“Un progetto importante – ha commentato il numero uno dell’ente Cacciaglia – e che tocca un tema cruciale al giorno d’oggi come quello dell’educazione civica, che forse sembra sia andata un po’ dimenticata. È per questo motivo che noi come Fondazione Cariciv siamo presenti e vicini a questo tipo di tematica soprattutto per quanto riguarda le attività rivolte alla scuola dell’infanzia, alla scuola media affinché i ragazzi possano crescere credendo FONDAZIONEed apprendendo certi valori fondamentali nella società civile moderna. Crediamo che soltando portando nelle scuole questi valori etici e morali si possa costruire il mondo di domani. Assistiamo purtroppo a fenomeni non edificanti come il bullismo e quant’altro. Penso quindi che questo tipo di progetti siano necessari come forma di prevenzione ma anche di integrazione”.

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