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I gruisti: "Basta strumentalizzazioni"

I lavoratori si appellano all'Autorità Portuale. Immediata la replica di Sergio Serpente, presidente di Bellettieri

I lavoratori si appellano all'Autorità Portuale. Immediata la replica di Sergio Serpente, presidente di Bellettieri

CIVITAVECCHIA – Rompono il silenzio i gruisti del porto; finora non sono mai intervenuti per chiarire la loro posizione, rimanendo a guardare quanto accadeva intorno a loro e cercando di lavorare in maniera serena, senza polemiche. Oggi dicono basta “perché – hanno spiegato uniti i 24 lavoratori – si continua a fare un uso strumentale della nostra situazione, per arrivare evidentemente da qualche altra parte. Continuare a dire che i traffici vanno via per colpa dello stato di agitazione dei gruisti cento non ci aiuta, non serve a spronare l’Autorità Portuale ad intervenire. Continuare a parlare solo del nostro stato di agitazione ci sembra riduttivo e strumentale: piuttosto ci sembra che si sia scatenata una gran bagarre solo perché il Segretario Generale ha menzionato una terza impresa esterna, quando fino a qualche mese fa le stesse imprese che oggi si sono fatte avanti sostenevano di non potersi permettere di accollarsi mezzi e tutto il personale”. I gruisti hanno quindi chiarito quelli che sono i motivi alla base dello stato di agitazione. “Da un anno – hanno spiegato – non ci viene riconosciuta la nuova contrattazione di secondo livello inoltre non sappiamo dove sia finito il Tfr maturato presso la Gtc, la società di imprese storiche che adesso vorrebbe riprendersi la gestione del servizio, che a detta dell’Autorità Portuale verrebbe trattenuto in maniera illecita dalla società stessa”. Entrano poi nel cuore del porto e della sua economia, aggiungendo che “forse i traffici non ci sono ed altri vanno via per cattiva gestione, per una politica miope e litigarella, per banchine scarse e male attrezzate, per infrastrutture inesistenti, per un porto caotico ed incomprensibile, per il fatto che le cosiddette imprese storiche fino a ieri litigavano su chi doveva e soprattutto non doveva gestire i mezzi, forse per l’assenza di quella sinergia porto-città che non c’è mai stata e di cui tutti ora si riempono la bocca”. I gruisti ricordano anche che le bananiere, a quanto pare, chiedono solo a volte il terzo turno “che tra l’altro – hanno aggiunto – l’Authority ha autorizzato ad effettuare con i verricelli di bordo”. Una cosa chiedono quindi i gruisti: che i contenziosi vadano affrontati nelle sedi oppurtune, che l’Autorità Portuale risolva in fretta i motivi principali della vertenza “cosicché – spiegano – saremo ben lieti di revocare lo stato di agitazione: si apra un vero tavolo di concertazione con le organizzazioni sindacali per discutere dell’eventuale passaggio dei mezzi meccanici”.E al confronto si dice pronto Sergio Serpente, della Bellettieri, che a nome delle imprese storiche e in vista dell’incontro di domani con il commissario Nitrella, ha spiegato che sul Tfr c’è un arbitrato vinto. «Se sono lavoratori seri – ha spiegato – chiariscano come mai si è arenata la trattativa: i costi di gestione sono troppo alti. Abbiamo avanzato le nostre richieste all’Authority; attendiamo risposte». Sui verricelli ha aggiunto che «non hanno la stessa resa delle gru. E comunque – ha aggiunto – se l’autorizzazione c’è, dovrebbe allora essere estesa anche quando i lavoratori sono in attività».

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