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I Nas al San Paolo per presunti casi di setticemia

Ispezione dei carabinieri a seguito della denuncia dei familiari di una 40enne ricoverata in rianimazione. Per ora nessuna violazione macroscopica riscontrata, ma si attendono i risultati delle verifiche

Ispezione dei carabinieri a seguito della denuncia dei familiari di una 40enne ricoverata in rianimazione. Per ora nessuna violazione macroscopica riscontrata, ma si attendono i risultati delle verifiche

CIVITAVECCHIA – Ispezione dei carabinieri della Stazione e di quelli del Nas, questa mattina, all’ospedale San Paolo. Sale operatorie, laboratorio analisi, reparto di rianimazione, radiologia e ginecologia: tutto è stato sottoposto a particolari controlli alla presenza, tra l’altro, anche di un professore di Roma, esperto in infettologia. A predisporre il blitz è stato il procuratore capo Gianfranco Amendola, alla luce dei sospetti casi di setticemia che si sono verificati nei giorni scorsi nel nosocomio cittadino. A dare il via all’indagine, infatti la denuncia ai carabinieri da parte dei parenti di una quarantenne attualmente ricoverata in gravi condizioni in terapia intensiva: la donna era entrata in ospedale per sottoporsi ad una operazione chirurgica per l’asportazione di un piccolo fibroma all’utero, ma le sue condizioni si sarebbero aggravate proprio dopo l’intervento, costringendo i medici prima ad un altro intervento e poi al ricovero immediato in rianimazione, in coma farmacologico. A quanto pare poi anche un’altrOSPEDALEa donna sarebbe nelle stesse condizioni, anche lei dopo una operazione. È stata quindi avanzata l’ipotesi della presenza di un virus, subito smentita dall’ospedale. «Le sale operatorie sono sotto osservazione perennemente, con frequentissimi controlli di routine – si sono limitati a dire dal San Paolo – non è il caso di fare allarmismi o montare dei casi». Intanto Nas e carabinieri hanno provveduto all’acquisizione di alcune cartelle cliniche, ispezionando poi in modo particolare, per circa due ore, specialmente il comparto operatorio del San Paolo. A quanto pare, secondo le prime verifiche, non sarebbero state riscontrate particolari e gravi irregolarità o violazioni. Si attendono comunque i risultati da parte dei Nas, che dovrebbero giungere tra qualche giorno, per chiarire la vicenda. Intanto le condizioni di Antonella, questo il nome della 40enne ricoverata in rianimazione, appaiono stazionarie, con la sorella Manuela e gli altri familiari che, ringraziando tutto il personale di terapia intensiva, sono decisi ad andare fino in fondo per capire cosa sia effettivamente accaduto in ospedale.

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