Pubblicato il

Il bonifico milionario porta fino a Marzotto

Stefano, della famiglia di imprenditori dell’abbigliamento, era socio della Xipe, forse anche lui vittima del raggiro. Il versamento fu effettuato dalla società a De Francesco per una compravendita di preziosi inesistente. L’ex assessore: «Tutto parte da un civitavecchiese poi divenuto liquidatore dell’azienda. I soldi li prese sua moglie»

Stefano, della famiglia di imprenditori dell’abbigliamento, era socio della Xipe, forse anche lui vittima del raggiro. Il versamento fu effettuato dalla società a De Francesco per una compravendita di preziosi inesistente. L’ex assessore: «Tutto parte da un civitavecchiese poi divenuto liquidatore dell’azienda. I soldi li prese sua moglie»

CIVITAVECCHIA – La vicenda del misterioso versamento da 2.230.000 euro su un conto a Vicenza intestato alla ditta di Enzo De Francesco porta dritta da un lato a nomi già noti agli inquirenti per un giro molto vasto di truffe, bancarotte fraudolente, evasioni fiscale e false comunicazioni sociali; dall’altro addirittura ad un big mondiale del settore dell’abbigliamento, come Stefano Marzotto, discendente della sesta generazione della storica famiglia di imprenditori di Valdagno.
La società coinvolta nell’affare sotto la lente della Guardia di Finanza è la Xipe srl, un’azienda che si occupava di commercio all’ingrosso di preziosi e che nel 2005 ricevette una fattura (peraltro non della Rosa Service, a cui era intestato il conto) da 1.858.200 euro più Iva per una compravendirta di preziosi. Il saldo della fattura risulta nel 2006, con il bonifico effettuato sul conto aperto presso la banca vicentina. Dopo 48 ore un altro bonifico ‘‘ripulisce’’ il conto stesso: stavolta i soldi, non si sa con quale causale, vengono indirizzati – secondo quanto riferito a De Francesco dalla Guardia di Finanza – sul conto personale di una certa Nadia Finco, un nome che ritorna indirettamente sia perché socia, in altre aziende, dell’amministratore unico della Xipe, Gianluca Grande, con il quale rimase coinvolta come indagata nella vicenda della vendita di immobili nel complesso Parco Città, finita nell’inchiesta vicentina del fallimento della Gamma Tre, che coinvolse a vario titolo, dal 1990 al 2004, oltre trenta persone con ipotesi di reato pesantissime: dalla bancarotta fraudolenta alla truffa aggravata, fino all’associazione per delinquere. Marzotto era socio al 50% della Xipe e non è escluso che possa essere il principale danneggiato: il bonifico sul conto di De Francesco servì infatti a distrarre fondi dall’azienda, che l’anno successivo venne messa in liquidazione.
E qui subentra quello che lo stesso De Francesco lascia intendere che sia l’anello di congiunzione con il caso di Vicenza: il liquidatore infatti fu Maurizio Tollio, nato a Civitavecchia e poi trasferitosi a Vicenza. «Questa Nadia Finco – aggiunge De Francesco – io l’ho conosciuta come la moglie di Tollio, che quando aprimmo un conto tecnico per la costituzione di un corsorzio per la logistica mi fece firmare un foglio in bianco. Sono convinto che proprio quella firma sia stata utilizzata per il bonifico con cui la Finco si è presa i soldi».
E come è stato possibile aprire il conto? «Questo non lo so proprio – risponde De Francesco – tant’è che ho denunciato anche la banca, perché, ripeto, io quel conto non l’ho mai aperto e non so nulla di ciò che è successo dopo».
La vicenda, poi, si sarebbe complicata ulteriormente, fino all’intervento della Guardia di Finanza: la fattura ricevuta dalla Xipe, infatti, ha prodotto anche un credito Iva di quasi 400.000 euro, che al momento della liquidazione la società avrebbe richiesto all’erario. Resta da appurare, a questo punto, il ruolo di Marzotto, socio della Xipe al 50% con la Sharing Group srl, a sua volta di proprietà al 95% della Pannorica srl, una holding di Venezia con attività svolte in diversi settori, e per il 5% proprio di Nadia Finco. Anche la Sharing Group il 3 ottobre del 2007 è stata posta in liquidazione. Liquidatore è stato nominato, neanche a dirlo, il 47enne civitavecchiese emigrato a Vicenza Maurizio Tollio. Per dipanare questa matassa saranno determinanti le dichiarazioni e gli atti della banca e la ricostruzione degli atti della Xipe: quei gioielli oggetto della transazione effettivamente esistevano, come risulta dal bilancio, e a chi è stata poi effettuata la vendita da 1.700.000 euro con cui è stata liquidata la società? E Marzotto cosa sapeva dei ‘‘traffici’’ dei suoi soci, che nel frattempo a Civitavecchia avevano ‘‘agganciato’’ De Francesco, che continua a negare tutto? Nuovi interessanti sviluppi sono attesi nei prossimi giorni.

ULTIME NEWS