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Il Comune abbandona Ici e catasto

Dal primo febbraio scorso a gestire la banca dati utilizzata per le verifiche sono rimasti solo due dipendenti Ufficio depotenziato dopo il mancato rinnovo dei contratti per i collaboratori di Equitalia. Si tratta della principale fonte di entrata propria dell’ente locale, che prima dell’abolizione dell’imposta sulla prima casa valeva oltre 20 milioni. Chiuso anche lo sportello catastale

Dal primo febbraio scorso a gestire la banca dati utilizzata per le verifiche sono rimasti solo due dipendenti Ufficio depotenziato dopo il mancato rinnovo dei contratti per i collaboratori di Equitalia. Si tratta della principale fonte di entrata propria dell’ente locale, che prima dell’abolizione dell’imposta sulla prima casa valeva oltre 20 milioni. Chiuso anche lo sportello catastale

CIVITAVECCHIA – Mentre, per stessa ammissione dell’amministrazione comunale, le casse del Pincio versano in condizioni pietose, anziché ottimizzare spese e servizi di riscossione, il Comune ha ridotto ai minimi termini l’ufficio che si occupa della gestione della banca dati utilizzata per le verifiche e gli accertamenti Ici. Un servizio che, prima dell’abolizione dell’imposta sulla prima casa, valeva oltre 20 milioni di euro, ossia mediamente tra il 25% ed il 30% del bilancio di parte corrente del Comune. Del resto, l’Ici, continua a rappresentare la principale fonte di entrata propria dei comuni ed anche dopo il taglio di quella sulla prima casa (che valeva circa 8 milioni), anche per quantificare i trasferimenti dovuti dallo Stato, il servizio di accertamento e riscossione avrebbe dovuto continuare a funzionare a pieno regime.
Invece, dal primo febbraio scorso il depotenziamento dell’ufficio, già avviato lo scorso anno, anche gli ultimi 4 collaboratori di Equitalia hanno cessato il proprio rapporto con il Pincio e ad occuparsi di tutto il gettito Ici sono rimasti due dipendenti comunali, sui quali ricade tutta la mole di lavoro (si tratta di circa ventimila unità immobiliari) in precedenza svolta da almeno 6 persone. E’ chiaro che per un Comune in cerca di fondi, in cui si sta da tempo raschiando il fondo del barile, è almeno paradossale che si rallenti e trascuri proprio la principale fonte di entrate, che dovrebbe assicurare la liquidità necessaria a coprire i costi dei servizi e della struttura del Comune.
Come se non bastasse, sempre dal primo febbraio, nell’ambito di questo depotenziamento, è chiuso lo sportello catastale, che venne inaugurato per la seconda volta dall’amministrazione Moscherini dopo essere stato realizzato ed attivato nel 2004 dalla giunta De Sio ed il cui funzionamento era assicurato proprio dal personale Equitalia. Al momento, dunque, per richiedere i servizi catastali svolti in precedenza dallo sportello del Comune, bisogna fare appello alla cortesia degli impiegati dell’Agenzia del Territorio, oppure ritornare a Roma, come accadeva fino agli anni 90.

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