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Il Comune non si è mosso in tempo per evitare la non potabilità

CIVITAVECCHIA – L’ennesimo tentativo di buttarsi di faccia per non cadere di spalle. L’ufficio Acquedotto di Fiumaretta preannuncia una carenza idrica per martedì, dimenticando di spiegare come mai già da diversi giorni i quartieri di Santa Lucia, Aurelia e via Tarquinia vivono una situazione di disagio pe via della mancanza di acqua nelle case. Una svista, che è possibile associare a quella legata alla mancata spiegazione circa la non potabilità dell’acqua nella zona di Pantano – Sant’Agostino, tale da vietare addirittura di lavarsi. Del de-finanziamento del settore idrico ovviamente nessuno parla, ci si nasconde dietro a un dito quando è il momento di intervenire per scongiurare l’emergenza e non lo si fa per ragioni difficilmente comprensibili. Nessun fenomeno paranormale ha inquinato l’acqua di Pantano e Sant’Agostino, resa non potabile esclusivamente dalla trascuratezza del Pincio. Ne è la prova lo scenario che si presenta nella zona nord, nel tratto compreso tra Agricasa e Torre d’Orlando. Un problema da tempo noto a tutti: la rottura della condotta idrica proprio in prossimità di una fognatura (foto), ha visto il Comune al centro di una diatriba con i residenti dellCONDUTTURAo stabile che una volta ospitava la scuola media di Aurelia, tanto che nessuno è intervenuto per risolvere la questione. E il risultato è quello che oggi si vive nell’area interessata dall’ordinanza di non potabilità: le infiltrazioni sono aumentate a causa dei ritardi nell’intervento sulla condotta idrica in ferro e la gente non può più utilizzare l’acqua dei rubinetti. Esemplare, inoltre, la tempestività del Comune che ha emesso l’ordinanza ben quattro giorni dopo l’esecuzione dei prelievi, esponendo i cittadini a gravi pericoli. Intanto i disagi rimangono e non interessano solo la zona nord, mentre sarebbe interessante capire il piano elaborato nei mesi scorsi dagli uffici di Fiumaretta per far fronte alla carenza idrica. Anche il servizio Autobotti ‘‘fa acqua’’, tra mezzi stranamente fuori uso solo quando servono realmente e orari di lavoro che non si conciliano con le esigenze della cittadinanza.

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