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Il laboratorio teatrale del "Baccelli" in scena a Tolfa

TOLFA – Due serate importanti quelle in programma la prossima settimana a Tolfa per gli attori del laboratorio teatrale dell’istituto tecnico commerciale “Guido Baccelli” di Civitavecchia. I ragazzi coordinati e diretti da Massimo Curci andranno in scena martedì 3 e mercoledì 4 agosto con due spettacoli imperdibili. Martedì prossimo alle 21,30 presso il chiostro del museo civito della cittadina collinare i riflettori si accenderanno sull’opera “Teodora” scritta da Giancarlo Peris. Si tratta di un testo ispirato alle storia segrete scritte da Procopio di Cesarea che narrano la vicenda dell’imperatrice bizantina Teodora. donna di umili origini che lo storico Procopio di Cesarea racconta essere una delle tre figlie di un certo Acacio, guardiano degli orsi (termine col quale si indicava il guardiano delle belve) presso l’Ippodromo. Rimasta orfana di padre, viene avviata dalla madre, insieme alle due sorelle Comitò e Anastasia, alla carriera del teatro. Qui Teodora diede il meglio di sé come cortigiana e attrice di spettacoli licenziosi. I suoi detrattori, primo fra tutti Procopio di Cesarea, le rimproverarono una giovinezza dissoluta e contribuiscono a creare una figura deformata e mostruosa del suo arrivo a Costantinopoli.”È uno spettacolo in costume – ha spiegato Curci – che nasce innanzitutto dall’esigenza di far nascere nei nostri ragazzi il desiderio di amare la storia e di apprenderla in modo diverso, dato che oggi con ore di lezione e sui libri si riesce veramente a donare poco ai nostri studenti”.
Mercoledì 4 agosto alle 21,30 invece i ragazzi del “Baccelli” saliranno sul palco del parco della pace di Tolfa per proporre al pubblico collinare lo spettacolo “Le fanciulle fiore” scritto sempre da Giancarlo Peris. “La storia ha come protagonista il grande Alessandro Magno – ha spiegato Curci – che in una delle sue marce forzate incappa insieme ai suoi guerrieri in un giardino bellissimo, una sorta di Eden, dove vivono splendide fanciulle che vivono da sempre in simbiosi con un albero. Si tratta di un posto abitato da sole donne che non si possono allontanare mai da quel posto e dalla loro pianta. Vivono in perfetta armonia con la natura e seguono i suoi ritmi. Non hanno tabù e seguono completamente le pulsioni del loro istinto fino al punto di essere pronte ad avere rapporti con chiunque giunga nel loro giardino. Non si tratta di istinti sessuali tout court ma di amore vero, seguono semplicemente il loro flusso naturale. Accade quindi che tra il macedone Evandro e la bella Clori nasce il vero amore. La ragazza chiederà quindi alla più anziana delle fanciulle fiore di poter andar via con il suo uomo. La cosa sarà possibile a patto che per tutta la vita al fianco di lei ci sia qualcuno disposto a dargli (ogni volta che ci sarà bisogno) dell’acqua. Senza acqua le fanciulle fiore non possono vivere. Insomma una “fiaba” Che la dice lunga su tante cose e ci fa comprendere l’importanza della natura che ci circonda e la necessità di preservare questo nostro pianeta”.

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