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Il massacro della libertà

“Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra Patria. Traditi dalla frode, dalle violenza, dall’ignavia, dalla servilità criminosa, voi insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell’Italia e costruire il popolo italiano. Non frugate nelle memorie o nei nascondigli del passato i soli responsabili di episodi delittuosi; dietro ai sicari c’è tutta una moltitudine che quei delitti ha voluto e ha coperto con il silenzio e la codarda rassegnazione; c’è tutta la classe dirigente italiana sospinta dalla inettitudine e dalla colpa verso la sua totale rovina”. Sono parole che Concetto Marchesi, Rettore dell’Università di Padova, pronuncia dopo l’apertura dell’anno accademico e prima di fuggire ai suoi studenti il 1 dicembre 1943 in un momento in cui la libertà in Italia era ormai tenuta in ostaggio. Parole che nonostante siano state pronunciate quasi settanta anni fa sono di una attualità sconvolgente tanto che lo scrittore Andrea Camilleri ha scelto di leggerle alla platea, e soprattutto ai ragazzi, riunitasi lo scorso 31 maggio al teatro Quirino di Roma per manifestare insieme a giornalisti, scrittori, intellettuali e tutta la società civile contro il disegno di legge che limita l’uso delle intercettazioni. Questo ddl è antidemocratico perché mina la difesa della libertà di stampa e del lavoro dei magistrati, in una società moderna dove tutte le informazioni e tutte le opinioni possono e devono circolare liberamente senza muri e censure ed ancor di più elimina la cronaca giudiziaria come l’abbiamo conosciuta in questi ultimi anni in cui molti casi sono stati risolti proprio grazie alle intercettazioni. L’intercettazione è infatti necessaria perché siamo un Paese altamente corrotto e quando un magistrato lo ritiene opportuno è giusto che utilizzi questo mezzo per scoprire le cause di tanti crimini e malefatte. Il Governo Berlusconi ha colto l’occasione proprio nel momento di suo grande imbarazzo di nascondere i pubblici misfatti, l’esercizio deviato dei pubblici poteri e l’uso privato delle pubbliche risorse in un paese ormai alla deriva dove si vuole che il popolo sia cieco, che segua come una branco di pecore le imposizioni che vengono dall’alto. Questo non può accadere, non deve accadere soprattutto per quei ragazzi ai quali parlò Marchesi nel 1943 e che grazie a loro oggi l’Italia è una Repubblica Parlamentare democratica. Non certamente una Repubblica delle Banane come lo vorrebbe questo Governo. Perché chi oggi osteggia l’uso di strumenti come quello delle intercettazioni celebra l’inizio del massacro della libertà. Nostra e di chi verrà dopo di noi.

Roberta Galletta

Coordinatrice Circolo Partito Democratico di Civitavecchia

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