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Il mistero dei mega-progetti del Sindaco

Giallo sulla consulenza da 300.000 euro affidata lo scorso anno per le aree a nord della città. Si tratta dei vecchi cavalli di battaglia di Moscherini: terminal Asia, Distripark e grattacieli. Il primo cittadino: «Mi hanno derubato, denuncerò la sottrazione dei documenti al Procuratore»

Giallo sulla consulenza da 300.000 euro affidata lo scorso anno per le aree a nord della città. Si tratta dei vecchi cavalli di battaglia di Moscherini: terminal Asia, Distripark e grattacieli. Il primo cittadino: «Mi hanno derubato, denuncerò la sottrazione dei documenti al Procuratore»

CIVITAVECCHIA – Diventa un giallo il mega-progetto che racchiude Distripark, Terminal Asia ed altri insediamenti industriali su un’area vasta più della metà dell’intero territorio di Civitavecchia (4.200 ettari, ossia 42 milioni di metri quadrati, rispetto ai 72,27 km quadrati del Comune) al confine con Tarquinia ed Allumiere. Dopo la diffusione della notizia dell’esistenza di una consulenza da 250.000 euro richiesta lo scorso anno dal Comune alle società Pricewaterhousecoopers Advisory Srl e Asset Srl, per l’elaborazione di un programma di interventi che comprende la realizzazione di grattacieli, capannoni, del distripark, di aree di sosta, di altri interventi industriali non ben identificati, serviti da un nuovo sistema viario, con la bretella A12/porto. Rispuntano poi l’aeroporto di Tarquinia, il Terminal Asia, un mega porticciolo con tre bacini di carenaggio. Insomma la ‘‘summa’’ delle idee sulla piastra logistica da sempre cavallo di battaglia di Moscherini, che non ha mai fatto mistero dei faraonici piani che aveva in serbo per l’area compresa tra Civitavecchia, Allumiere e Tarquinia. Idee che sono state tradotte per la prima volta in una pianificazione pagata a peso d’oro in cui tutti i numeri sono mirabolanti. Ma l’unica certezza al momento è il costo di trecentomila euro (comprensivi di Iva) sostenuto dal Comune, con la massima riservatezza imposta dal Sindaco, ma comunque ‘‘violata’’, con Moscherini che ieri ha dichiarato di «essere stato derubato».
«Chiederò formalmente al Procuratore della Repubblica – ha dichiarato ai mass media – di interrogare le persone che hanno rubato dalla mia stanza i documenti resi pubblici ieri. Siccome stavano nella mia stanza e non li ho dati a nessuno è evidente che sono stati rubati». In ogni caso, facendosi riferimento anche a delibere ed atti dell’amministrazione, è evidente che i documenti avrebbero comunque dovuto passare dal protocollo ed ogni consigliere comunale ne avrebbe potuto fare richiesta. Ma al di là di tutto, la questione centrale non è certo come i documenti siano venuti alla luce. Semmai c’è da chiedersi il perché di tanta segretezza e da chiarire perché un progetto di tali mastodontiche dimensioni non sia stato discusso dal Sindaco, con nessuno. Maggioranza compresa. Stamattina, intanto, il Pd ha convocato una riunione delle segreterie dei partiti del centrosinistra (ci sarà anche Ambiente e Lavoro, ma non i vendoliani) per affrontare la questione.

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