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Il Pd pronto ad aprire una nuova stagione

Partito democratico riunito nel segno del rinnovamento: molte le critiche all’amministrazione ma manca ancora un programma. Tidei: «Così il Comune rischia il dissesto finanziario», Porro: «Sbaglia chi copia la formula Moscherini»

Partito democratico riunito nel segno del rinnovamento: molte le critiche all’amministrazione ma manca ancora un programma. Tidei: «Così il Comune rischia il dissesto finanziario», Porro: «Sbaglia chi copia la formula Moscherini»

CIVITAVECCHIA – Poche proposte concrete per via – come ha spiegato Marco Piendibene – dell’assenza, per il momento, di un programma condiviso, ma tante critiche all’amministrazione comunale. Questo in sintesi quanto accaduto nella mattinata di ieri in via Papa Giulio II, dove il Partito democratico si è riunito per fare il punto sull’attuale momento politico. Il segretario Patrizio De Felici ha fatto gli onori di casa, presentando «una nuova segreteria snella e dinamica». «Abbiamo ritrovato coesione e compattezza – ha dichiarato – e siamo pronti ad affrontare le sfide fondamentali per il futuro della città. Abbiamo aperto le porte ai cittadini – ha fatto sapere De Felici – a cui questa amministrazione comunale non è stata in grado di dare risposte concrete su sviluppo e occupazione». Il segretario ha parlato inoltre del «fallimento della larghe intese», intervenendo sul mercato e sulla Marina: «Cerchiamo un Sindaco – ha spiegato – che possa rappresentare le nostre istanze su temi locali e non solo». Ha poi lasciato la parola a Pietro Tidei che, carte alla mano, ha illustrato la situazione deficitaria delle casse comunali: «Il Comune sta andando verso il dissesto finanziario – ha affermato il parlamentare del Pd – le aziende perdono 2,7 milioni nel 2010, Etruria servizi si porta dietro 1,8 milioni di falsi ricavi per un totale di 4,5 milioni di perdite». Sui mutui accesi Tidei ha alzato la voce, parlando di 2,8 milioni del 2007 arrivati a 48 milioni nel 2010: «Un bel record – ha riferito – se si considerano i 66 milioni degli ultimi vent’anni». Mutui che secondo l’onorevole Tidei «non servono per fare opere ma per far fronte ai debiti, per non parlare delle anticipazioni di cassa. Immaginiamo nel 2012 quando i mutui entreranno in ammortamento. Ecco che nel 2013 ci sarà il dissesto. Intanto l’assistenza sociale è stata ridotta del 30%». Tidei ha attaccato l’amministrazione comunale sulla Marina e sulle rotatorie: «Si fanno gare ristrette – ha fatto sapere – con un giro di cinque imprese che si spartiscono i lavori. La Procura lo sa – ha commentato il parlamentare – in altri posti si arrestano le persone per cose minor». Rita Stella ha parlato invece di «un momento difficile in cui c’è davvero bisogno di scendere in campo», evidenziando la presenza di gente nuova all’interno del Partito democratico, intenzionata ad impegnarsi a sostegno dello sviluppo di Civitavecchia. «Saremo come la gente vuole – ha dichiarato – il nostro modo di lavorare ci caratterizzerà». Inadeguata, incapace di governare e inefficiente, così l’assessore provinciale ha descritto la giunta Moascherini: «Siamo pronti ad attuare un progetto alternativo – ha affermato – sono in giunta con Zingaretti da due anni e mezzo e la nostra è una formula da esportare». Il capogruppo Marco Piendibene ha riferito che «le cose sono cambiate». «Occorreva un catalizzatore delle voci insoddisfatte dell’amministrazione Moscherini – ha chiarito – noi vogliamo essere un’alternativa seria e credibile, cercando un contatto con la città. Lo stesso rapporto – ha affermato – che gli altri sindaci avevano e che Moscherini è riuscito a disgregare». Marietta Tidei ha parlato di una mancata condivisione progettuale da parte della maggioranza: «Siamo diventati la città delle opere bloccate e dei cantieri sequestrati – ha dichiarato il consigliere comunale – questo perché ci sono persone inadeguate ai ruoli di comando». Ha quindi criticato assessori e dirigenti, additando una scarsa trasparenza amministrativa: «Vogliamo tornare al governo della città». Conciso ma incisivo l’intervento di Nicola Porro: «Bisogna far leva su un potenziale intellettuale del Pd – ha fatto sapere – senza inseguire formule che ricopiano il modello Moscherini. Il cartello di interessi che finanzia la campagna elettorale non può diventare il padrone della città. Ora occorre riporporre una discussione sulle idee». In fine il presidente Giovanni Ranalli ha parlato di «un partito rinvigorito da una composta unità interna». Oltre un’ora di interventi, durante la quale non sono stati affrontati i temi caldi come i rifiuti, l’acqua e il porto. Per conoscere la posizione del Pd si questi argomenti, probabilmente bisognerà attendere ancora. 

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