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Il punteruolo rosso fa strage anche a Tarquinia

TARQUINIA – Il fenomeno della diffusione del punteruolo rosso fa strage anche a Tarquinia. Già nel 2009 la minaccia per le palme si stava diffondendo su tutto il territorio comunale, generando un grido d’allarme per i cittadini che chiedevano un intervento da parte dell’amministrazione comunale di Tarquinia. Nuove zone sono state infatti colpite: oltre alle le “Rose” e alla zona del “Piano” in via del Melograno, già segnalate nel 2009, in questi mesi altre palme sono state devastate anche nella zona “infernaccio” in viale della Repubblica e sulla strada litoranea direzione Civitavecchia, nella zona “San Giorgio”. “Ad oggi però – lamenta Alessio Gambetti – nulla è stato fatto per arginare questo devastante coleottero denominato “punteruolo rosso”. Le basi normative per intervenire ci sono, il Decreto Ministeriale 9 novembre 2007 e la delibera della Regione Lazio del 15 maggio 2007, le quali rispettivamente evidenziano i dettami di intervento. In tal senso la delibera della Regione Lazio n. 390 del 15 maggio 2007 ha emanato le “misure di profilassi fitosanitaria contro la diffusione del punteruolo rosso delle palme”. Nel ritenuto della delibera, la giunta regionale del Lazio ha ritenuto di “dover coinvolgere” ai sensi dell’art. 54, comma 2 del D.Lgs. n. 267/2000, le “amministrazioni comunali”, il cui territorio ricada nelle aree di focolaio segnalate dalla stessa delibera. Nella delibera regionale non risultava il comune di Tarquinia come area di focolaio, ma solo come area di cuscinetto, ma da anni ormai il punteruolo rosso è tra le palme della nostra città”. “Perché tante palme colpite sono lasciate senza che queste vengano eliminate quando è chiaro ed evidente ormai che nessun intervento può curare queste palme?”, chiede Gambetti che rivolgendosi all’amministrazione comunale, alla quale rinnova la richiesta di intervento. “E’ fondamentale intervenire ora con la massima tempestività – dice lì esponente del Pdl – partendo fin da subito nel creare una “cabina di regia” costituita da amministratori comunali, tecnici del Comune e ciò che è importante nonché necessario il coinvolgimento di ditte private locali che hanno su questo fenomeno accumulato una buona conoscenza ed esperienza proprio sul campo nel tentativo di arginare il diffondersi di questo coleottero il “punteruolo rosso. È arrivato il momento di intervenire da parte del Comune in modo serio a che questo fenomeno venga arginato e fermato”.

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