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Il Sindaco: "Il razzismo non c'entra"

Moscherini, prontamente rientrato in città, ieri sera ha incontrato nell'aula consiliare la comunità senegalese ed il primo consigliere dell'ambasciata, esprimendo solidarietà e augurandosi che "la magistratura accerti la verità e che chi ha sbagliato paghi. Civitavecchia non è una città razzista, quanto accaduto è un orribile fatto privato"

Moscherini, prontamente rientrato in città, ieri sera ha incontrato nell'aula consiliare la comunità senegalese ed il primo consigliere dell'ambasciata, esprimendo solidarietà e augurandosi che "la magistratura accerti la verità e che chi ha sbagliato paghi. Civitavecchia non è una città razzista, quanto accaduto è un orribile fatto privato"

CIVITAVECCHIA – “Civitavecchia non è né sarà mai razzista”. Lo ha detto il sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini, ieri sera, incontrando nell’aula consiliare “Pucci” alcune decine di senegalesi che vivono in città e nel comprensorio e che per tutto il pomeriggio avevano manifestato davanti al commissariato di viale della Vittoria per la morte di Cheikh Mory Diouf, l’ ambulante senegalese di 42 anni ucciso ieri dall’ispettore di polizia Paolo Morra. “La morte di Diouf – ha detto il sindaco, rivolgendosi in francese anche al primo consigliere dell’ambasciata senegalese arrivato ieri sera a Civitavecchia – addolora la città che si stringe in un sincero abbraccio di solidarietà alla famiglia della vittima e alla comunità senegalese. E ritengo particolarmente importante ribadire che Civitavecchia non è mai stata e mai diventerà una città razzista – ha detto il sindaco -. Siamo in presenza di un’azione inqualificabile ed intollerabile di un cittadino civitavecchiese, solo casualmente un poliziotto, che ha ucciso un altro cittadino civitavecchiese, solo casualmente un immigrato di colore. E ora mi aspetto che la magistratura accerti i fatti e che chi ha sbagliato paghi per quello che ha compiuto. Voglio pensare che in questa brutta vicenda il colore della pelle non c’entri – ha concluso Moscherini – e l’ho ribadito alla comunità senegalese, alla quale esprimo solidatietà a nome della città che rappresento. Ora cercherò di contattare anche la famiglia del povero Diouf”. Morra, intanto, arrestato con l’accusa di omicidio volontario e sospeso dal servizio, resta in carcere a Borgata Aurelia, in attesa della convalida o meno dell’arresto da parte del Gip, che avverrà entro martedì o, al massimo, mercoledì. L’ispettore di Polizia è difeso dagli avvocati Giuseppe Di Chirico e Lorenzo Mereu.

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