Pubblicato il

Importanti ritrovamenti archeologici a La Bianca <br />

di ROMINA MOSCONI
ALLUMIERE – Prosegue la campagna di scavi del Gruppo Archeologico Romano in località Prato Stopponi a La Bianca, dove lo scorso 26 giugno ci sono stati ritrovamenti archeologici. Dopo l’adozione da parte dell giunta Battilocchio del PdZ a La Bianca si sono resi necessari dei sondaggi in quet’area per verificare le presenze archeologiche e così sono tornate alla luce ‘‘le radici’’ dei primi insediamenti ad Allumiere. Qualche anno fa sempre in quest’area fu ritrovata da alcuni studiosi locali, tra cui i compianti Brunori, Galimberti e Ercolani (tutti appartenenti all’Associazione ‘‘K. De La Grange’’ di Allumiere) una chiesetta nel centro della spianata di Prato Stopponi. Ora con gli attuali scavi condotti dal Gar con il coordinamento della Soprintendenza, stanno venendo alla luce una serie di importanti e apprezzabili opere medievali: muri, fondamenta di piccole case e forse la presenza anche di un piccolo cimitero dato il ritrovamento di numerosi scheletri. Sul lato ovest gli scavi fanno supporre la presenza di insediamenti romani e forse etruschi. Cresce quindi il pregio oltre che ambientale anche archeologico di questa zona che per anni è stata troppo sottovalutata, vista la presenza poco più a nord di un sito proto villanoviano ampiamente documentato. Il lavoro di questi mesi dei tanti volontari ha portato alla luce una chiesa medievale con annessa area sacra cimiteriale ed una cisterna (in ottime condizioni) dove sono state rinvenute cinque sepolture risalenti alla seconda metà del 1400. La grandezza e la datazione della chiesa fanno supporre che si tratti del primo insediamento dopo la scoperta dell’allume da parte di Giovanni Da Castro e prima dell’appalto delle miniere da parte di Agostino Chigi. Un ritrovamento archeologico importante per le origini storiche, sociali e culturali de La Bianca, località che ha dato i natali al più ampio e sviluppato sito di Allumiere. Attiguo alla chiesa, ad ovest, è stato invece rinvenuto un insediamento etrusco del VI secolo a.C., probabilmente una fattoria visto il ritrovamento di un orcio ed un mortaio o frantoio. Visibile anche un insediamento proto-villanoviano al margine del Faggeto. Riuniti in un unico luogo si trovano importanti frammenti di storia del territorio allumierasco. I volontari del GAR stanno per lasciare il sito perché i campi di scavo estivi stanno volgendo al termine. Ora, quindi, si pone il problema della conservazione dei reperti portati alla luce. Si corre il rischio, infatti, di vanificare tutti gli sforzi e l’impegno di quanti hanno sacrificato le proprie ferie per far luce sul passato.

ULTIME NEWS