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In arrivo le carceri galleggianti

Inserite nel piano del governo per far fronte all’affollamento delle strutture esistenti Realizzazione affidata a Fincantieri, Civitavecchia capofila del progetto

Inserite nel piano del governo per far fronte all’affollamento delle strutture esistenti Realizzazione affidata a Fincantieri, Civitavecchia capofila del progetto

di DEMETRO LOGIUDICE
CIVITAVECCHIA – Civitavecchia sede per una nuova concezione delle colonie penali? Secondo un progetto che pare circoli nei meandri del Ministero della Giustizia, la città del Bramante sarebbe, con altre otto cittadine Italiane, una delle probabili sedi delle nuove prigioni galleggianti. Fincantieri capofila del progetto, pare abbia individuato anche Napoli, Palermo, Bari, Ravenna, Gioia Tauro, Genova e Cagliari come sedi off-shore per ospitare piattaforme penitenziarie che dovrebbero sostituire nuove costruzioni di cui pare ci sia tanta carenza. Ma quali sono i motivi che spingerebbero il Ministero guidato da Angelino Alfano a commissionare all’industria di Stato, simili nuove strutture? Meno agenti per il controllo, riduzione dei tempi di realizzazione, e costi decisamente ridotti. Qualche cifra. Con una capacità fino 800 detenuti distribuiti in 320 celle per 640 detenuti, 2 persone in 14 metri quadri, secondo Fincantieri, la consegna delle chiavi delle nuove carceri potrebbe avvenire entro 12 mesi dalla firma dei contratti, per un costo stimato di 90 milioni di euro. Imponenti le dimensioni di questi “bagni penali” galleggianti: 126 metri di lunghezza, 33 di larghezza, quasi 35 di altezza per un totale di 5mila metri quadri di area ospitante detenuti, più altri 3900 dedicati alle altre aree. Unico limite la posizione: non c’è ancora la possibilità di andare in alto mare, quindi niente “galere” come ai tempi degli antichi romani, le imbarcazioni sono senza motore e collegate alle banchine per quel che riguarda gli allacciamenti.

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