Pubblicato il

In pensione ma senza soldi: poliziotto si ribella

Dopo 43 anni di servizio è stato posto in quiescenza ma i rimpalli tra l’Inpdap e la banca lo hanno lasciato a bocca asciutta. «Non riscuoto da aprile, nessuno si è posto il problema»

Dopo 43 anni di servizio è stato posto in quiescenza ma i rimpalli tra l’Inpdap e la banca lo hanno lasciato a bocca asciutta. «Non riscuoto da aprile, nessuno si è posto il problema»

POLMARECIVITAVECCHIA – Ha lavorato per 43 anni nella Polizia di Stato, rimanendo in forza al suo reparto nonostante un ricorso al Tar vinto nel ‘95, quando per motivi burocratici gli è stato impedito di lasciare il servizio. La ‘‘ricompensa’’ è arrivata in questi giorni: posto in quiescenza dallo scorso marzo, al poliziotto civitavecchiese non è ancora arrivato un solo euro di pensione. Il problema è causato da un rimpallo di responsabilità tra l’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) il suo istituto di credito, la Banca Toscana, inglobata recentemente dal Monte dei Paschi di Siena. Il cambio di denominazione ha determinato la variazione delle coordinate bancarie, che tuttavia il civitavecchiese ha comunicato tempestivamente all’Inpdap con tanto di fax trasmesso lo scorso mese. Nessuna risposta, nessun accredito di pensione sul suo conto corrente. Tanto che l’ex poliziotto ha deciso di vederci chiaro, telefonando all’Istituto di previdenza e fissando un appuntamento. «Purtroppo i suoi soldi arriveranno ad agosto – si è sentito rispondere a Roma da un’impiegata – ma è probabile che dovrà aspettare anche di più». Immediate le rimostranze dell’uomo, al quale solo dopo aver alzato la voce attirando l’attenzione di altri impiegati, è stato consentito di parlare con il responsabile dell’ufficio, che però lo ha liquidato con la promessa di erogare entro luglio la buonuscita. «Mi chiedo come sia possibile riuscire a tirare avanti una famiglia con i tempi dell’Inpdap – afferma sconfortato il ‘‘pensionato’’ – per le nostre esigenze ho dovuto chiedere un prestito alla banca, un indebitamento del quale avrei fatto volentieri a meno». Così all’ex poliziotto non rimane che aspettare, nella speranza che entro luglio le cose migliorino. «Ci credo poco – conclude – visto che l’Istituto di previdenza neppure venerdì scorso in mia presenza ha voluto prendere atto di quelle che sono le mie nuove coordinate bancarie».

ULTIME NEWS