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In preda ad un raptus semina il panico al San Paolo

Un detenuto di quarant'anni mentre si trovava a colloquio con i parenti ha aggredito gli agenti Distrutta la camera di sicurezza. L’uomo si è arreso dopo circa due ore di trattative

Un detenuto di quarant'anni mentre si trovava a colloquio con i parenti ha aggredito gli agenti Distrutta la camera di sicurezza. L’uomo si è arreso dopo circa due ore di trattative

OSPEDALECIVITAVECCHIA – Pomeriggio di caos e di panico oggi intorno alle 18 al secondo piano dell’ospedale San Paolo, nel reparto di chirurgia. Un detenuto quarantenne, A. O. le sue iniziali, ricoverato da alcuni giorni presso il nosocomio cittadino per aver tentato il suicidio ingerendo due lamette, si trovava nella cella di sicurezza dell’ospedale per il colloquio con la madre e la sorella. Ad un certo punto, apparentemente senza un preciso motivo, è stato colto da un raptus di violenza e si è scagliato contro gli agenti di Polizia penitenziaria presenti nella stanza. Dopo aver aggredito un primo agente e ferendolo ad un labbro, ha continuato in preda al delirio a fracassare e a scaraventare tutto ciò che trovava dinnanzi a sé. I familiari dei degenti che si trovavano sul piano, sono stati messi immediatamente al sicuro dietro le porte del reparto chirurgia dalla Penitenziaria, impegnata nel contempo a ripararsi e a difendersi dai continui attacchi del detenuto, che intanto aveva buttato giù pezzi di muro e frantumato alcuni vetri. Sul posto sono giunti i rinforzi armati di sfollagente, scudi protettivi e tenuta anti-sommossa che hanno iniziato a trattare con l’uomo. Intorno alle 19,45 l’uomo è stato bloccato e sedato.

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