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Infrastrutture, pochi i fondi stanziati

Grandi opere rallentate anche dalle continue modifiche ai progetti che hanno determinato un aumento dei costi Mancano all’appello circa 7 miliardi di euro, ritardi soprattutto per i 38 km della Civitavecchia-Livorno Ance Lazio e Confindustria chiedono un tavolo regionale formato da privati e istituzioni

Grandi opere rallentate anche dalle continue modifiche ai progetti che hanno determinato un aumento dei costi Mancano all’appello circa 7 miliardi di euro, ritardi soprattutto per i 38 km della Civitavecchia-Livorno Ance Lazio e Confindustria chiedono un tavolo regionale formato da privati e istituzioni

CIVITAVECCHIA – I ritardi nel varo delle infrastrutture laziali sarebbero causati dallo scarto tra costi e ricavi: circa 7 miliardi ancora da reperire a fronte di 1,7 miliardi già stanziati.
E’ questo il resoconto riguardante il porto, un ospedale del territorio e poi 3 ferrovie e 11 strade, per un totale di ben 16 opere definite ‘‘strategiche’’ negli atti della Confindustria Lazio e del Centro di ricerche di mercato per l’edilizia e il territorio.
Si è partiti da uno screening del territorio per lanciare l’idea di un osservatorio sulle Opere pubbliche a livello regionale.
Dati allarmanti, che si rifanno alla necessità di realizzare tra l’altro il completamento della Civitavecchia-Orte, opera inserita nel fabbisogno che supera di poco i 7 miliardi di euro.
Agli 1,2 milioni già stanziati dovrebbero aggiungersi i circa 6 miliardi ancora da reperire, togliendo i 700 milioni in arrivo da privati per la realizzazione del tratto Civitavecchia-Livorno.
Purtroppo però il problema da risolvere non interessa solamente i fondi necessari, visto che le continue modifiche ai progetti hanno determinato l’aumento vertiginoso dei costi oltre alla dilatazione dei tempi previsti.
Un esempio eclatante è costituito proprio dalla ripetizione della procedura di valutazione di impatto ambientale per i 38 km della Civitavecchia-Livorno, in considerazione della modifica del tracciato voluta fortemente dalla Regione Lazio.
Ance e Confindustria hanno quindi domandato alle forze politiche in campo di sbloccare una situazione che rischia di paralizzare definitivamente le infrastrutture del territorio, magari attraverso l’istituzione di un tavolo regionale in grado di chiamare a raccolta le istituzioni e gli operatori privati.
«Il contributo dei capitali privati sarà uno dei temi da trattare – ha dichiarato al Sole 24Ore il presidente dell’Ance Lazio, Stefano Petrucci – il project financing funziona solo se la gestione delle opere garantisce un ritorno economico sufficiente come nel caso delle autostrade a pedaggio Roma-Latina e Civitavecchia-Livorno.
Negli altri casi servono risorse pubbliche».

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