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Interporto, Usb all'attacco delle istituzioni

CIVITAVECCHIA – “Davanti alla notizia di oggi che Civitavecchia diventerà il nuovo centro logistico del centro Italia non possiamo che rimanere sbalorditi ed increduli vista la cattiva gestione che ha avuto il comune e la regione Lazio del proprio patrimonio economico e sociale con l’Interporto di Civitavecchia che nei progetti del sindaco, dell’assessore Lollobrigida e di tutte le istituzioni non è stato neanche nominato”. La critica e la preoccupazione arrivano da Giancarlo Ricci, dell’Usb, il quale ha ricordato che “il comune prevede di trasformare un’area agricola in industriale per favorire la creazione di un nuovo interporto, con la fantomatica promessa della creazione di 1800 posti di lavoro – ha spiegato – senza dimenticare che per il progetto interporto ne erano previsti 500 ed adesso ce ne sono circa 60 con tutto l’indotto: in questo modo si capovolge ogni regola di mercato, creando un’altra struttura, forse anche più grande di quella esistente, senza investire nell’ interporto di Civitavecchia del quale è azionista. Il Comune in pochi mesi ha fatto fare una valutazione delle proprie quote quotandole circa 2,5-3 milioni di euro che con queste nuove strutture andrebbero a svalutarsi e facendo un danno economico alla città ed ai contribuenti: è forse qui che la Corte dei Conti dovrebbe fare accertamenti ed indagini per capire se i soldi pubblici sono tutelati o meno”. L’Usb parla poi di lavoratori “stanchi di essere presi in giro. All’interporto – aggiunge – è in atto la cassa integrazione e forse a fine anno si passerà alla mobilità”. L’Usb annuncia rivalse giudiziarie e sociali nei confronti sia del Comune che della stessa azienda.

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